Virus e Leone del Veneto, Zanoni: «Il premio vada al professor Andrea Crisanti»

Il consigliere regionale: «Un premio per un accademico le cui idee hanno permesso di salvare la vita a migliaia di persone nella nostra regione»

«Il Leone del Veneto vada al professor Andrea Crisanti, le cui idee hanno permesso di salvare la vita a migliaia di persone nella nostra regione». La proposta è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che candida al premio, istituito nel 1999 per onorare i cittadini che in Veneto si sono particolarmente distinti nei campi delle scienze, lettere, arti, economia, finanza e in attività professionali, sociali, umanitarie o sportive, il direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Università-azienda ospedaliera di Padova.  «Lo scorso anno - ricorda - è toccato a Federica Pellegrini, prima ancora a Federico Faggin, l’inventore del chip che ha fatto nascere il computer, allo scrittore Ferdinando Camon, ai Medici con l’Africa Cuamm, a Pierre Cardin, Andrea Zanzotto, Giovanni Rana, Claudio Scimone, Solisti Veneti e al patriarca di Venezia Marco Ora è il momento del professor Crisanti. È grazie a lui se oggi il Veneto è riconosciuto a livello mondiale come esempio per la gestione del Covid-19». 

«È stato indubbiamente un faro per la nostra regione ed è merito della sua brillante strategia se oggi il Veneto, pur essendo uno dei primi focolai in Italia, ha avuto meno contagi e vittime di molte altre aree. Ha consigliato a Zaia di fare tamponi a tutti i cittadini di Vo’ Euganeo, anche a chi non aveva sintomi, andando contro l’Oms e per questo è stato pure richiamato dai vertici della sanità regionale, così come è stata sua la proposta di istituire la zona rossa per il comune padovano. Il 20 gennaio è stato lo stesso Crisanti ad avvisare la direzione sanitaria del Veneto che avrebbe acquistato reagenti per ben 500.000 tamponi, mentre a fine marzo ha deciso di acquistare per il suo laboratorio una macchina dagli Usa con una capacità di ben 9.000 tamponi al giorno. E ancora è stata sua l’idea di gestire i contagiati da casa, mettendoli in isolamento domiciliare, a differenza per esempio di quanto accaduto in Lombardia, evitando un afflusso pericoloso verso gli ospedali che avrebbe aumentato in maniera esponenziale il rischio contagi», sottolinea Zanoni.

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«Sono certamente meritevoli i cittadini di Vo’, candidati da Zaia, che hanno dato molto in termini di sacrifici e collaborazione, ma questo vale anche per i tantissimi veneti sottoposti alle rigide misure restrittive e ancor di più per medici, infermieri e operatori sanitari in prima linea. Su tutti però credo spicchi il professor Crisanti, è grazie alle sue indicazioni se la Regione Veneto è tra quelle che ha gestito nel migliore dei modi l’emergenza, ad eccezione della triste parentesi delle case di riposo, salvando la vita a migliaia di persone».

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