Virus West Nile: Zanoni chiede le dimissioni di Coletto, lui replica: "Schizofrenico"

Il virus che sta spaventando il Veneto ha acceso un aspro dibattito tra l'assessore regionale alla Sanità e il consigliere Zanoni che ne aveva chiesto le dimissioni immediate

TREVISO “La sottovalutazione dell’emergenza West Nile è sotto gli occhi di tutti, Coletto dovrebbe dimettersi”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico torna ad attaccare l’assessore alla Sanità e la Giunta Zaia per il ritardo con cui si è mossa la Regione dopo l’ennesimo episodio, questa volta a Treviso, con una ragazza di 25 anni ricoverata in rianimazione. “La tutela della salute dei propri cittadini dovrebbe essere la principale preoccupazione dell’amministrazione!”.

La West Nile non è una novità di questa estate, i contagi vanno avanti da ormai dieci anni. Solo nel 2018 siamo a oltre 170 casi, eppure lo scorso 21 agosto in un comunicato stampa l’assessore Coletto sosteneva come non ci fosse alcun allarme e nei giorni successivi ha anche accusato l’opposizione di sciacallaggio. Partire adesso con un Piano straordinario di disinfestazione, finanziato con soli 500mila euro e dopo aver lasciato da soli i Comuni, è un palliativo fuori tempo massimo. Il 26 luglio avevamo presentato una prima interrogazione chiedendo cosa stesse facendo la Regione per fronteggiare la diffusione del virus e quali mezzi stesse fornendo alle amministrazioni locali, ma la risposta fu poco più che evasiva. Il 27 agosto, vista l’aggravarsi della situazione con il quinto decesso, abbiamo domandato come mai non fosse stata realizzata una adeguata prevenzione, ancora però non c’è stata alcuna replica. La Regione, come abbiamo sollecitato con la mozione dello scorso 31 agosto, dovrebbe assumere un ruolo da regista per tutte le azioni di prevenzione e contrasto, garantendo interventi coordinati e continuativi fra i vari Comuni e coinvolgendo le altre regioni alle prese con l’emergenza. Anche se è sbagliato parlare di emergenza, visto che è un problema strutturale che riemerge ogni estate: a maggior ragione non ci sono più scuse per giustificare i ritardi dell’azione della Giunta e l’assessore Coletto dovrebbe trarne le conseguenze, dando le dimissioni”. “Inoltre - aggiunge in conclusione il consigliere dem - spero che l’intera operazione della disinfestazione venga effettuata con massima collaborazione con Arpav e le autorità locali che si occupano di tutela dell’ambiente. Sarebbe gravissimo se per combattere un problema ne venissero creati altri: va attentamente valutato e soprattutto scongiurato ogni effetto collaterale sulla biodiversità e sull'acqua dei corsi superficiali e della falda freatica per evitare contaminazioni da sostanze chimiche contenute dagli antiparassitari.

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“Quante posizioni ha il Partito Democratico sulla questione del virus West Nile? Occupandomi di sanità, temo possa trattarsi di schizofrenia nella sua manifestazione politica”. Con queste parole l’assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto, ha risposto al consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni, che oggi ne chiedeva le dimissioni in relazione alle iniziative intraprese dalla Regione rispetto al virus West Nile. “Zanoni – rivela Coletto – arriva con una settimana di ritardo a sostenere l’esatto contrario di quanto chiesto ufficialmente dal gruppo consigliare del Partito Democratico della Lombardia che, in polemica con la Giunta lombarda, a suo dire inerte sulla questione, indicava il Veneto come esempio da seguire. La data precisa è il 7 settembre e la prova di quanto dico è reperibile al seguente link. Sembra una barzelletta – aggiunge Coletto – ma è la realtà, una realtà triste nella quale si cavalcano i temi di sanità a solo scopo di propaganda politica, perdipiù parlando troppo e informandosi poco”. “Nel merito della polemica – conclude l’assessore – non entro, perchè tali, tante e talmente note sono le azioni della Regione contro la West Nile che pochi distratti, tra i quali purtroppo Zanoni, non fanno testo”.

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