Zanoni (PD): «La caccia ci costa milioni di euro ma la maggioranza dei veneti è contraria»

Il consigliere regionale trevigiano: «Adesso dobbiamo pagar ai cacciatori anche buffet e rinfreschi col pretesto di combattere il bracconaggio: è intollerabile!»

«I conti vanno fatti in modo accurato senza omettere quello che non ci piace: i rinfreschi e i buffet sono solo la punta dell’iceberg, ai contribuenti la caccia costa davvero troppo. Altro che soldi delle associazioni venatorie, sono soldi di tutti i contribuenti veneti!». Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, torna sul caso dei fondi pubblici alle ‘doppiette’, replicando ai colleghi di Lega e Fratelli d’Italia Gianpiero Possamai e Sergio Berlato, presidenti, rispettivamente, di Federcaccia e Associazione cacciatori veneti.

«È sufficiente un semplice elenco per capire quanto questa attività, mal sopportata da gran parte della popolazione, pesi sulle tasche dei contribuenti. Assessorato alla caccia e relativo personale, stampa e distribuzione dei tesserini venatori, uffici di caccia provinciali con i relativi addetti, guardie provinciali con autoveicoli e mezzi indispensabili per svolgere l’attività e, ancora, uffici dedicati da ogni questura per il rilascio delle licenze, le commissioni esaminatrici degli aspiranti cacciatori, gli interventi di carabinieri, vigili del fuoco e personale del pronto soccorso per incidenti, abusi, dispersi, ferimenti di caccia. Bisogna poi aggiungere che con le tasse dei cacciatori vengono spese valangate di euro per i ripopolamenti di lepri, fagiani, starne. Già così la somma che viene fuori è superiore a quella esibita da Berlato, ma non basta. Adesso dobbiamo pagar loro anche buffet e rinfreschi col pretesto di combattere il bracconaggio: è intollerabile! Trovo risibili le argomentazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia su quanto versano le doppiette a Stato e Regione in tasse di concessione: è come se gli automobilisti pretendessero indietro una parte dei soldi del bollo auto. Ho chiesto i documenti di spesa per portare alla luce questi fatti, altrimenti sarebbe passato tutto sotto silenzio come al solito. Perché per gli amici cacciatori Zaia le risorse le trova sempre, senza andare troppo per il sottile. E intanto i bracconieri, contrastati con pizzette e salatini, agiscono indisturbati».

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