Smog: «Treviso come Pechino: cittadini affumicati ed ammalati»

Il consigliere regionale Andrea Zanoni va all'attacco del Governatore Zaia definendolo "irresponsabile" per non aver pensato agli effetti dei Panevin su ambiente e inquinamento

Foto tratta da Google Immagini

«L’accensione dei Panevin a favore di telecamera da parte di Zaia è semplicemente irresponsabile. È un’azione gravissima, in un territorio tra i più inquinati dell’Unione Europea». Con queste parole il consigliere regionale Andrea Zanoni va all’attacco di Zaia che alla vigilia dell’Epifania ha appiccato pubblicamente il fuoco a enormi cataste di materiale combustibile, con cui sono costituiti i falò del 6 gennaio.

«Non ha nemmeno avuto il buon senso di prevedere delle limitazioni ai roghi, in ‘ottima’ compagnia del suo collega di partito, il sindaco Conte di Treviso, che quest’anno ha addirittura cancellato quanto previsto dal suo predecessore Manildo, permettendo di triplicare il materiale da incenerire. Una scelta che ha dato subito i suoi frutti - osserva polemicamente l’esponente democratico - I dati delle centraline dell’aria dell’Arpav non lasciano dubbi, l’accensione dei roghi in provincia di Treviso ha causato l’ammorbamento dell’aria con l’emissione di polveri con valori record, raggiungendo addirittura 335 e 369 microgrammi per metro cubo rispettivamente a Treviso e Mansuè contro un limite di legge di 50, con una media giornaliera rispettivamente di 163 e 167, con un superamento del limite del 320 %. È incredibile dover fare i conti con tanta superficialità - insiste Zanoni - Zaia dovrebbe sapere che il suo gesto compiuto nella pianura trevigiana è ancor più grave se si considerano due questioni. La prima è che la Corte di Giustizia ha condannato l’Italia per la violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria già nel dicembre 2012 e la Commissione Europea  nel maggio 2018 ha deferito il nostro Paese alla Corte di Giustizia per una seconda procedura di infrazione; in quanto ‘recidivi’ rischiamo una sanzione che potrebbe partire dal miliardo di euro. Il secondo tema riguarda l’emergenza sanitaria causata da questo inquinamento, certificata dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, che nell’ultimo rapporto 2018 ha stimato in 84.400 le morti premature in Italia a causa dello smog, vittime concentrate in primis nella Pianura Padana, che risulta una delle due aree con l’aria più inquinata d’Europa.

A fronte di tutto ciò, Zaia e la Regione continuano a non far niente di serio per il risanamento dell’aria: adottano misure insufficienti come dei miseri incentivi, qualche briciola,  per rottamare vecchie stufe e auto. Significativa è la bocciatura dei miei emendamenti nel bilancio 2019 dove si prevedeva uno stanziamento di una decina di milioni per rottamare impianti e vetture inquinanti, come sta facendo il Trentino. L’altra grave colpa di Zaia riguarda le politiche regionali per contrastare le emissioni, scritte in un Piano Aria del tutto inefficace,  dove si scaricano le responsabilità sulle spalle dei singoli Comuni, come se l’inquinamento dell’aria conoscesse i confini amministrativi. Così ognuno va per conto proprio, con situazioni paradossali dove ad esempio un automobilista dovrebbe viaggiare con pacchi di ordinanze diverse di limitazione del traffico  a seconda dei Comuni che attraversa in viaggio - spiega ancora Zanoni - Invece di contrastare l’emergenza sanitaria più grave del Veneto, quella dei pericoli per la salute causati dallo smog, vedi le malattie cardiovascolari come gli infarti e gli ictus, e ancora l’asma, le allergie respiratorie, il possibile invecchiamento del cervello, si preferisce violare le norme più elementari necessarie per combattere l’immissione di smog, come quella di non bruciare materiali a cielo aperto. Se vogliamo sperare in una Veneto dall’aria più salubre e meno avvelenata la soluzione è una sola: cambiare il Governatore e la sua maggioranza. Considerato che la Regione non sta affrontando un’emergenza sanitaria epocale, che lo Stato non interviene, che i Comuni agiscono in ordine sparso con il conseguente aggravio della situazione, sono costretto a prendere carta e penna e segnalare questo grave stato di illegalità direttamente alla Commissione europea».

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