Il PD provinciale di Treviso: “Contro il caos-scuola la regionalizzazione non basta”

Il Segretario Giovanni Zorzi: "Il PD è a favore di un’autonomia che nel promuovere l’autogoverno responsabile assicuri coesione sociale e territoriale, così come recita il nostro Manifesto dei valori"

Mentre le famiglie sono alle prese con la difficoltà di conciliare il lavoro con l'accudimento estivo dei figli, già monta la preoccupazione per l'avvio del prossimo anno scolastico nella provincia di Treviso. Oltre alla mancanza di più del 50% dei dirigenti scolastici, i cui posti potranno essere coperti da dirigenti reggenti, mancano all'appello 57 direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) su 104 scuole, senza parlare dei docenti di cattedra e di sostegno e del personale ATA. Dichiara Chiara Tullio, responsabile Scuola del PD provinciale di Treviso: "I dirigenti scolastici e i direttori dei servizi generali sono figure fondamentali per la gestione delle istituzioni scolastiche e l'avvio del prossimo anno scolastico è seriamente messo a rischio". 

I DSGA, in particolare, possono essere sostituiti solo tramite personale amministrativo facente funzione, pertanto non è facile individuare del personale disponibile a prendersi in carico la responsabilità del ruolo. "Continuano i pasticci del Governo - incalza Tullio - tra il concorso per dirigenti scolastici sospeso, quello per DSGA solo in fase preselettiva e il sistema di reclutamento docenti introdotto dalla Buona Scuola cancellato per far posto a promesse elettorali che hanno illuso anche i moltissimi precari trevigiani". A tener banco in questi giorni è anche il dibattito sulla regionalizzazione dell’istruzione, uno dei principali nodi del dossier sull’autonomia differenziata. 

Interviene sul punto Giovanni Zorzi, segretario provinciale: “Il PD è a favore di un’autonomia che nel promuovere l’autogoverno responsabile assicuri coesione sociale e territoriale, così come recita il nostro Manifesto dei valori. La regionalizzazione della scuola, come la intendono Zaia e la Lega, rischia di essereil classico boccone avvelenato, perché può creare profonde disparità di accesso al diritto all’istruzione e ai servizi con cui questo diritto si realizza, pregiudicando una delle istituzioni fondamentali per rendere competitivo e attrattivo il nostro Paese, Veneto incluso. Sulla scuola servono investimenti di altra natura. Tanto per cominciare, come ha proposto il PD nazionale, con i risparmi di Quota 100 si potrebbe veramente rendere la scuola a costo zero per tutte le famiglie con redditi medio-bassi, assicurando loro gratuità per asili nido e libri di  testo e l’azzeramento delle rette universitarie”. 

I disagi della regionalizzazione della scuola sono stati illustrati in questi mesi dai sindacati confederali, che hanno avviato una raccolta firme sul tema: ci troveremmo infatti ad avere negli stessi istituti personale con stipendi ed orari di lavoro diversi, a scapito dei giovani insegnanti veneti, senza parlare del reclutamento e della formazione, nuovamente da ripensare, con l'allungamento dei tempi di assunzioni. Conclude Chiara Tullio: "Le giovani generazioni hanno bisogno di un sistema di istruzione sempre più unificato nei percorsi e nei contenuti, che sia in grado di attrezzarli ad affrontare con successo le sfide di un mondo globalizzato. Zaia chieda allo Stato più dirigenti e insegnanti di qualità anziché pretendere quote crescenti di gestione che rischiano poi di sfuggirgli di mano come sta succedendo con la sanità veneta”. 

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