Terapia del cheratocono, l’oculistica di Conegliano all’avanguardia

La struttura dell'Ulss 2 si è dotata di un apparecchio di ultima generazione

L'apparecchio di ultima generazione di Conegliano

L’Oculistica di Conegliano all’avanguardia nella terapia del cheratocono grazie all’acquisto di un apparecchio di ultima generazione. «Con l’arrivo di questa nuova apparecchiatura, per il cui acquisto ringrazio la Direzione Generale, oltre ai Servizi di Economato, Provveditorato e Ingegneria clinica per le celerità delle procedure -spiega il primario dell’Unità Operativa di Oculistica, Giovanni Prosdocimo- saremo assolutamente all’avanguardia. SI tratta, infatti, della miglior apparecchiatura presente sul mercato mondiale, che ci mette in grado di eseguire tutte le metodiche disponibili (normale, accelerata, lineare e pulsata) con grande precisione e sicurezza. Il cheratocono è una distrofia della cornea, ovvero della la parte anteriore, trasparente, dell'occhio, che tende a deformarsi progressivamente e ad assottigliarsi, causando un astigmatismo difficile da correggere e, in taluni casi, un’opacità della parte centrale». E' considerato una malattia rara (con una prevalenza media di 54.5/100000) ma la sua frequenza varia da regione a regione e in funzione anche delle possibilità tecniche e cliniche di riconoscere tutti i casi. Veneto e Friuli appaiono particolarmente colpiti, con una incidenza di nuovi casi di circa 1/600 all'anno, contro una media nazionale di 1/2000, esordendo generalmente in età adolescenziale.

«Fino a qualche anno fa -sottolinea piega Prosdocimo- ci si doveva limitare a osservare il decorso della malattia, prescrivendo occhiali o lenti a contatto e, nei casi più evoluti e gravi, procedendo all'esecuzione di un trapianto di cornea (il cheratocono ne è la prima causa nei giovani). Da alcuni anni è stata introdotta una tecnica, definita crosslinking, che permette, in maniera non invasiva  (utilizzando una soluzione di riboflafina, cioè la vitamina B2 attivata dalla luce ultravioletta) di "indurire" e stabilizzare la cornea ammalata, bloccando nella maggior parte dei casi l'evoluzione della malattia, a condizione che non sia evoluta».

Conegliano è stato, con Camposampiero, il primo ospedale regionale ad eseguire il trattamento in regime di Sistema Sanitario Nazionale, attirando da una decina d'anni pazienti da tutta la regione. La strumentazione acquisita per l’Unità Operativa di  Oculistica Conegliano è a disposizione di tutti gli specialisti ospedalieri dell'azienda: l’accesso dei pazienti è previsto tramite invio da parte di un medico oculista che documenti come la malattia non sia stabile ma in corso di peggioramento.

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