Ospedale di Conegliano: vanno in pensione i primari Calzavara e Valerio

Da lunedì 1 luglio il dottor Salvatore Valerio non sarà più alla guida dell'unità di Urologia mentre dal 1 luglio sarà il turno del dottor Piergianni Calzavara, direttore della Nefrologia

In foto Salvatore Valerio, più sotto

Ultimi giorni di lavoro per due primari dell'ospedale di Conegliano. Salvatore Valerio, direttore dell’Unità operativa di Urologia, andrà in pensione il 1° giugno, seguito a ruota da Piergianni Calzavara, direttore della Nefrologia che ha fatto oggi, mercoledì 27 maggio, i saluti di rito in Reparto: da domani sarà in ferie e dal 1° luglio in pensione.
 
Valerio lascia l’ospedale di Conegliano dopo trent’anni di attività ininterrotta. Dal 2013 ha ricoperto l’incarico temporaneo di sostituzione dell’allora direttore, Evangelista Bassi e dal 2015 ne ricopre il ruolo di direttore a tutti gli effetti. Oltre all’incarico apicale, dal 2018 ha svolto l’importante ruolo di direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale per gli ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto. Calzavara, invece, è approdato alla direzione della Nefrologia del Santa Maria dei Battuti nel febbraio 2011, dopo una lunga esperienza maturata al Ca’ Foncello di Treviso.

Calzavara Piergianni Pr Nefrologia (1)-2

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«Ai due primari, ottimi professionisti che hanno saputo coniugare competenze, umanità, lealtà e disponibilità, va il mio più sentito ringraziamento per l’opera qualificata prestata in questi anni – commenta il direttore generale, Francesco Benazzi – Il curriculum di entrambi sottolinea il loro profondo attaccamento all'azienda, che hanno contribuito a far crescere in termini di professionalità e innovazione. Al dottor Valerio e al dottor Calzavara va il merito di aver dato un importante contributo all'integrazione nel momento dell’unificazione tra le tre precedenti realtà, confluite nell’Ulss 2, e di essersi fatti carico, assieme alle rispettive equipe, delle carenze di organico legate alla difficoltà di reperimento degli specialistici. Un doveroso plauso, dunque, anche per il lavoro fatto sul fronte dell’abbattimento delle liste di attesa e dell’integrazione con il territorio e con il mondo dell’associazionismo».

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