A Treviso il farmaco che cura la medicina

Venerdì all’Appiani giornata di studio su “Medicina Narrativa, solo chiacchiere? Promuovono l’evento Advar e Fondazione Altre Parole insieme per l’umanizzazione delle cure

TREVISO “Medicina Narrativa, solo chiacchiere? è un bellissimo titolo per chi ha a cuore l’umanizzazione delle cure e un nuovo rinascimento della relazione di cura. E’ davvero un privilegio avere una simile giornata di studio a Treviso e soprattutto colgo l’occasione per ringraziare Advar e Fondazione Altre Parole per averci dimostrato come si possa lavorare insieme per il bene comune. Complimenti a queste due realtà”. Si esprime così il Direttore Generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Francesco Benazzi nel presentare il convegno “Medicina Narrativa: solo chiacchiere?” che si svolgerà venerdì 18 maggio all’Auditorium Appiani a Treviso promosso da Advar e Fondazione Altre Parole.  Quest’ultima da tempo si occupa di diffondere la cultura e il valore della relazione nella cura in varie realtà oncologiche del Veneto e ADVAR, che si prende cura da molti anni dei malati inguaribili, accompagnandoli negli ultimi periodi di vita nel proprio domicilio o all’Hospice nella complessa gestione delle problematiche fisiche, psicologiche, sociali e spirituali, sempre nel rispetto della centralità e della dignità della persona malata.

L’appuntamento inizierà alle 9,00 con i saluti dei presidenti Anna Mancini Rizzotti e Fernando Gaion rispettivamente di Advar e Fondazione AP. L’apertura dei lavori prevede una Lezione Magistrale di uno dei maggiori esperti italiani di medicina narrativa, Sandro Spinsanti su “La medicina che conta e quella che racconta: quali rapporti reciproci? Per Spinsanti la parola e la narrazione possono essere un farmaco guaritore per la medicina moderna: “La medicina narrativa può essere un’etichetta nuova per veicolare un’aspirazione antica: che coloro che forniscono la cura e i malati che la ricevono si incontrino anzitutto come esseri umani – spiega Spinsanti - L’umanizzazione” dei trattamenti sanitari, che viene tanto spesso invocata, non passa attraverso i buoni sentimenti. Empatia e condivisione non guastano, certo; ma è essenzialmente la parola quella che costituisce il dono e il compito della nostra umanità. La conversazione, intesa non come chiacchierata amichevole, ma come scambio reciproco di saperi e di valori, nel rispetto dell’ineliminabile diversità di posizione tra chi richiede la cura e chi è in grado di erogarla, è l’anima della medicina narrativa. E’ in questo contesto che nascono le decisioni condivise: quelle tagliate su misura, appunto, come abiti di sartoria”.

Nel corso della giornata si svolgeranno tre sessioni. Il primo sulla Medicina Narrativa e l’impatto sull’organizzazione, i cambiamenti necessari, coordinato da Fabio Milani. Il secondo intitolato “E’ di scena la conversazione” coordinata da Luca Riccardi, il terzo sul Perché e per chi si scrive? Officina letteraria, esperienze di scrittura autobiografica. “Da tempo in medicina, e particolarmente in oncologia, la ricerca sta seguendo il sogno di giungere ad una precisa personalizzazione della cura, basata sulle caratteristiche biologiche di “quella malattia in quell’individuo”, e molti risultati si sono ottenuti e si stanno ottenendo in tal senso.

Ma rimane pur sempre cura fatta sul malato e non con il malato, la “personalizzazione” si rivolge alla biologia e non all’individuo, con il suo vissuto, i propri sentimenti, le proprie ansie e le proprie convinzioni” spiegano in coro Anna Mancini Rizzotti e Fernando Gaion “In sintesi, la medicina narrativa può essere uno strumento formidabile per far riemergere un’aspirazione antica: che coloro che forniscono la cura e i malati che la ricevono si incontrino anzitutto come esseri umani - aggiungono  Rizzotti e Gaion che venerdì presenteranno in anteprima una nuova progettualità -  All’orizzonte un sogno: una medicina che dia corpo a una nuova “Civiltà della conversazione”, come prodotto finale della Medicina Narrativa. Il convegno di Treviso vuol essere il punto di partenza di un progetto, che sarà presentato in ambito congressuale, nel quale sono coinvolte aziende sanitarie, ordini professionali, associazioni di cittadini, imprenditori e il vasto mondo del volontariato. Programma e modalità di iscrizione si possono trovare sul sito www.medik.net, ma è possibile anche presentarsi ed essere accolti direttamente in sede congressuale, all’Auditorium Appiani, il 18 maggio, con l’accoglienza a partire dalle 8:30 del mattino.

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