Ca' Foncello, inaugurate dal governatore Zaia la nuova Oncoematologia

Taglio del nastro per il polo ambulatoriale "Breast Unit", presentate apparecchiature per 5 milioni di euro

Il taglio del nastro

Inaugurata oggi, venerdì, all’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, alla presenza del Presidente della Regione del Veneto, la nuova Oncoematologia. Nell’occasione sono stati presentati al Governatore anche il Polo Ambulatoriale della Breast Unit e numerose apparecchiature di ultima generazione recentemente acquistate, per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro. 

Oncoematologia. L’Ematologia di Treviso si arricchisce di 4 posti letto di degenza e di un nuovo Day Hospital molto più ampio e funzionale rispetto all’attuale, con l’obiettivo di far fronte alle richieste dei sempre più numerosi pazienti affetti da malattie del sangue, provenienti dalle Province di Treviso e di Belluno. I quattro posti letto di degenza, collocati vicino all’attuale Reparto, saranno dotati di una moderna impiantistica finalizzata a ridurre la contaminazione delle stanze da parte di microrganismi patogeni, portando la dotazione complessiva di Ematologia a 16 posti letto. Accanto al reparto il nuovo Day Hospital prevede 18 letti/poltrone destinati all’erogazione di chemioterapie e/o immunoterapie, anche di lunga durata ma tali da non richiedere un’ospedalizzazione. La nuova degenza ematologica sarà in comune con l’Oncologia che si trasferisce all’interno dell’ospedale per garantire una migliore assistenza ai pazienti oncologici che necessitano di ricovero. L’investimento, per la “nuova” Oncoematologia è stato di 960.000 euro.

visita zaia 01 def-3Breast Unit: Polo Ambulatoriale. L’attivazione del Polo ambulatoriale di chirurgia senologica, al II piano del Ca’ Foncello, ha lo scopo di offrire alle donne affette da tumore al seno una sede più accogliente, dotata di una sala d’attesa e tre ambulatori dedicati. Si tratta di spazi moderni, accoglienti e appositamente strutturati dove, oltre a venir eseguite le visite senologiche, sono state raggruppate le attività di pre-ricovero e post-ricovero per le pazienti affette da tumore alla mammella che necessitano di intervento chirurgico. Il nuovo Polo ha anche la funzione di diventare un punto di riferimento unico per tutte le pazienti: cinque case manager le prenderanno in carico e le guideranno nel loro percorso diagnostico-terapeutico, unico per tutta l’Ulss2. A rendere necessaria questa nuova realizzazione i dati: negli ultimi tre anni l’attività chirurgica è triplicata. Nel 2018 presso la Chirurgia senologica di Treviso sono state operate 730 donne, di cui oltre 500 per neoplasia, sono stati eseguiti 275 interventi conservativi di cui 40 con radioterapia intraoperatoria e 230 mastectomie con ricostruzione eseguita dai chirurghi plastici. Per quanto riguardo lo screening mammografico, invece, sono state eseguite 44.005 mammografie con 1510 donne richiamate al secondo livello per approfondimenti (275 le nuove neoplasie diagnosticate).

Neurochirurgia: Microscopio robotizzato. La Neurochirurgia di Treviso, diretta dal dott. Giuseppe Canova, ha acquisito, prima nel Veneto e terza in Italia il microscopio robotizzato, che rappresenta il sistema più avanzato per la visualizzazione robotizzata in microchirurgia. Esso offre possibilità di movimentazioni impossibili prima d’ora e incorpora in modo assolutamente perfetto tutte le più innovative tecnologie necessarie alla chirurgia d’eccellenza. Le sue caratteristiche ne fanno uno strumento particolarmente adatto alla Neurochirurgia, fra le specialità chirurgiche quella che richiede la più elevata accuratezza e precisione e il maggior range d’ingrandimento, dati i ridottissimi campi chirurgici e le ridotte dimensione delle strutture anatomiche interessate. L’innovativa funzione di messa a fuoco legata alla robotizzazione consente di mantenere costantemente a fuoco l’oggetto inquadrato anche durante lo spostamento del corpo ottico, incluso il suo allontanamento o avvicinamento.  Il microscopio robotizzato è dotato di tutti i filtri disponibili sul mercato per una migliore evidenziazione delle strutture critiche (vasi sanguigni) e per la discriminazione fra tessuto sano e tessuto patologico (tessuto tumorale). E’ un sistema che si distingue per la possibilità di essere utilizzato sia in modalità tradizionale, quindi con visione ottica diretta, sia in modalità digitale, conferendo quindi al sistema una visualizzazione ibrida, microscopica, endoscopica ed esoscopica. L’alto numero e l’elevata complessità degli interventi effettuati presso la Neurochirurgia di Treviso, in media 1.300 l’anno, ne impongono l’utilizzo quotidiano, spesso per più interventi nella stessa giornata, consentendo di sfruttarne al massimo le potenzialità e dando quindi ai chirurghi un supporto fondamentale nel loro difficile compito.

Neuroradiologia: Angiografo biplanare. L’apparecchio angiografico biplanare di ultima generazione, installato a dicembre nell’Unità Operativa di Neuroradiologia Diagnostica ed Interventistica del Ca’ Foncello, diretta dal dott. Francesco Di Paola, è un gioiello tecnologico del valore di quasi un milione di euro, acquisito grazie a risorse aziendali nell’ambito del contratto di concessione della Cittadella della Salute. L’apparecchio ha consentito di potenziare tutta l’attività di diagnostica e interventistica cerebro-vascolare e vertebro-midollare(malformazioni vascolari, tumori e fratture vertebrali, ernie discali cervicali e lombari ecc.).  Esso consente procedure diagnostiche e terapeutiche avanzate in un campo delicato come quello della cura dell’ictus (trombectomia meccanica endovascolare) e degli aneurismi cerebrali (embolizzazione mediante coils o stent). La nuova apparecchiatura consente inoltre l’acquisizione di immagini simili alla TAC con il paziente sul lettino angiografico, senza doverlo spostare in caso di necessità su un’altra sala diagnostica TC. La nuova angiografia è dotata inoltre di una elevata risoluzione spaziale (4K) e mediante algoritmi dedicati, rispetto alla precedente apparecchiatura, consente un notevole risparmio di dose radiante erogata al paziente e assorbita dagli operatori durante le procedure interventistiche più lunghe e complesse.

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