Unità didattica infermieristica del Ca' Foncello, in tre mesi accolti 134 pazienti

Dati incoraggianti dal reparto dell'ospedale trevigiano. Cinque giorni il tempo di degenza media per i pazienti ricoverati. Boom di presenze, eccellenza a livello locale

Foto d'archivio

Incoraggianti i risultati dell’avvio della nuova unità didattica infermieristica estensiva (UDIE), operativa nell'ambito del Dipartimento di area medica del Ca’ Foncello. Si tratta di 14 posti letto a bassa intensità di cura in relazione ai quali l’obiettivo principale dell’assistenza è l’educazione all’autocura del paziente e della famiglia, in modo da renderli il più possibile competenti nella gestione del post dimissioni.

Nei primi tre mesi di attività questa nuova entità organizzativa ha accolto 134 assistiti provenienti dai reparti per acuti dell’area medica dell’ospedale: la degenza media è stata di cinque giorni. La persona assistita viene trasferita in UDIE con un progetto assistenziale individuale,  condiviso da equipe assistenziale, paziente e familiari. Gli obiettivi assistenziali sono volti a sviluppare capacità di autonomia e autocura, in particolare attraverso interventi di educazione terapeutica, per la corretta gestione delle condizioni di malattia cronica. Alla dimissione si è registrata nei pazienti, la cui età media è piuttosto avanzata (il 55% è over 80), un aumento dell’autonomia nella capacità di autocura, intesa come la capacità di assumere correttamente la terapia, una maggiore autonomia nella capacità della cura di sé e nella movimentazione e, inoltre, la capacità di prevenire le cadute accidentali a domicilio.  I primi dati hanno anche evidenziato come il 67% dei pazienti dimessi dall’UDIE abbia registrato un miglioramento del grado di autonomia: non sono stati registrati episodi di lesioni da decubito o infezioni. Gli interventi educativi hanno permesso agli assistiti e caregiver la dimissione al domicilio in maggior sicurezza per la gestione quotidiana delle condizioni di malattia cronica di tipo cardiovascolare, respiratorio e metabolico. Attraverso la lettera di dimissione e la scheda di continuità infermieristica per l’assistenza, viene assicurata l’informazione necessaria ad interagire nel migliore dei modi con i riferimenti territoriali, in primis il medico di medicina generale  e i servizi del distretto socio-sanitario. 

Assistiti e familiari hanno espresso apprezzamento per la nuova unità didattica, che permette un più facile rientro a domicilio, grazie all’integrazione di tutte le figure professionali coinvolte nel progetto. Soddisfatto anche il personale coinvolto nel progetto, dai medici agli infermieri, agli operatori di supporto, in quanto ciascuno vede riconosciuto il proprio ambito di competenza e autonomia professionale, con la possibilità di definire e partecipare ad un progetto assistenziale che integra le diverse competenze nel rispetto dei ruoli di ogni professionalità. La realtà dell’UDIE presenta un ottimo terreno per la formazione dei futuri professionisti medici e infermieri, sia nel loro ambito di competenza, sia nell'integrazione multi-professionale finalizzata alla presa in carico globale della persona assistita. L’esperienza del progetto proseguirà nei prossimi mesi, con l’impegno e il sostegno dell’Azienda a perfezionare il percorso clinico-assistenziale e a sviluppare le competenze, nell'ottica di migliorare il percorso di cura dei pazienti fragili in ospedale preparandoli ad un rientro a domicilio ottimale.

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