Gli studenti del liceo Levi vanno in gita tra frontiera orientale e cortina di ferro

Tre Capitali, due Parlamenti e un Museo che celebra la nascita di una nuova Nazione europea. Inaspettato l'incontro con il vicepresidente del Parlamento ungherese

Visita a Bassovizza

Un viaggio tra Belle époque e Mitteleuropa, Grande guerra e crollo degli Imperi, totalitarismi, foibe e guerra fredda, crisi dei Balcani e dissoluzione dell’ex Jugoslavia, fino all'allargamento ad Est dell’Unione Europea. Con un fuori programma di tutto rispetto: l’incontro con il vice-presidente del Parlamento ungherese.

Questo il bilancio del viaggio compiuto dalla 3CScienze Applicate del Liceo Levi di Montebelluna, accompagnata dai professori Mario Pernechele e Maurizio Ferrari, nato dal progetto “La frontiera orientale e la cortina di ferro”, un’attività che da alcuni anni vede impegnate delle classi dell’Istituto nell’affrontare le tematiche legate ai rapporti secolari tra l’area italiana e le vicine zone dell’Adriatico, della Mitteleuropa e dei Balcani. Il viaggio è durato una settimana e ha toccato tre capitali europee, nell’ordine: Zagabria, Budapest e Lubiana, per concludersi a Trieste e Redipuglia. Nella città croata, oltre alla visita del Museo della Tecnologia “Nikolas Tesla” gli studenti hanno avuto modo di vedere la sede del Parlamento (Sabor) della Croazia, il cui vicepresidente Furio Radin è stato ospite del Liceo Levi nel 2017. Stessa visita anche a Budapest, dove hanno potuto incontrare anche uno dei vicepresidenti del locale Parlamento, Istvan Hiller, già ministro della cultura e segretario del Partito socialista ungherese. Nella città magiara, oltre ai principali monumenti dell’impero austroungarico con tutte le loro evidenti tracce della Belle époque, gli studenti hanno prima visitato la “Casa del Terrore / Terror Hàsa” e raccolto le testimonianze e i racconti del periodo nazista e dell’occupazione sovietica per poi poter conoscere la storia di Imre Nagy e percorrere i luoghi dell’insurrezione ungherese del ’56, dal Parlamento alla piazza degli eroi fino all’ambasciata italiana.

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Nella successiva tappa di Lubiana hanno fatto visita al piccolo ma significato “Museo di Storia contemporanea” che narra con cura e dovizia di particolari le vicende del piccolo stato sloveno lungo tutto il ‘900. Secolo in cui la sua storia è indissolubilmente intrecciata con quella italiana: i rapporti con l’Austria, la prima guerra mondiale, Caporetto, l’occupazione fascista, le lotte partigiane, la questione di jugoslava, il muro di Gorizia, fino alla breve guerra per l’indipendenza, l’entrata in Europa e la caduta di ogni frontiera. Nel rientro a casa tappa a Basovizza e all’ossario di Redipuglia, avvicinandosi così al tema delle foibe e alle battaglie dell’Isonzo sulla scorta di una visione più ampia ed europea delle complesse vicende del ‘900. Un viaggio fatico e intenso, ma che, come hanno sottolineato molti ragazzi: “È stato bello e interessante perché si sono visti molti punti di vista che ci hanno fatto toccare con mano la complessità del secolo che stiamo studiando. Ne è valsa la pena”.

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