Insegnanti di sostegno, in Veneto 850 nuovi posti di lavoro

Le prove di accesso ai corsi di specializzazione si terranno a fine marzo. Gli aspiranti insegnanti veneti che saranno ammessi potranno entrare in servizio già da settembre

Angela Colmellere (Foto d'archivio)

Saranno ben 850 i nuovi insegnanti di sostegno diplomati in Veneto a disposizione delle scuole del territorio a partire dal prossimo anno scolastico. Il ministro Marco Bussetti ha firmato oggi, giovedì 21 febbraio, il decreto di distribuzione alle Università dei 14.224 posti disponibili per le specializzazioni sul sostegno.

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Le prove di accesso ai corsi si terranno il 28 marzo al mattino per la Scuola dell’infanzia e al pomeriggio per la Scuola primaria, il 29 marzo al mattina per la Secondaria di I grado e al pomeriggio per la Scuola secondaria di II grado. L’obiettivo è di specializzare in tre anni 40.000 nuovi insegnanti di sostegno sostegno per garantire un servizio puntuale agli studenti che ne avranno la necessità. Ad annunciarlo è il deputato Angela Colmellere, sindaco di Miane ed insegnante, oltre che segretario della Commissione Istruzione alla Camera: «Per il Veneto si tratta di 850 posti nelle scuole di specializzazione dei nostri atenei. Per quanto riguarda Padova, sono 500 posti, 70 per il sostegno negli asili, 180 per le elementari, 180 per le medie e 70 per le superiori. A Verona si tratta di 350 posti, 50 per il sostegno negli asili, 125 per le elementari, 125 per le medie e 50 per le superiori. In tutto 850 posti nelle due Università, che si tradurranno in 850 nuovi docenti a disposizione degli istituti scolastici dell’obbligo già dal prossimo anno scolastico, al più tardi da quello successivo. In tutto il Veneto era sorto il problema, lo scorso settembre, di colmare le cattedre di sostegno scoperte. Oggi finalmente si pone attenzione agli studenti con disabilità o bisognosi di un aiuto, perché ricevano un segnale di vicinanza da parte delle Istituzioni a garanzia per loro di un percorso scolastico efficace e qualificato. Il sostegno è un problema annoso, ma questo Governo lo sta affrontando con serietà e con una visione di lungo periodo». 

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