Scuola-Museo Bombardieri del re: progetto premiato tra i migliori d'Italia

L'istituto di Santa Lucia di Piave è stato inserito nella prestigiosa selezione del “Best Italian Exhibition Design”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Il progetto della scuola Bombardieri del Re di Santa Lucia di Piave, curato dallo Studio Andreani, è stato selezionato tra i migliori progetti italiani di architettura temporanea dalla prestigiosa selezione “Best Italian Exhibition Design”.

La selezione, iniziativa editoriale della casa editrice Platform Architecture and Design, consiste di un volume di 200 pagine, che viene pubblicato in tutto il mondo e che raccoglie una selezione di 45 progetti di architettura temporanea (allestimenti museali, mostre, stand espositivi, padiglioni temporanei) realizzati in Italia e all’estero da studi di progettazione italiani di caratura internazionale, quali Stefano Boeri Architetti, Mario Cucinella Architects, Piuarch, Luca Molinari Studio solo per citarne alcuni. La selezione si traduce anche in una mostra in cui vengono esposti tutti i progetti. Ben 150 sono state le candidature giunte tramite una open call durata un paio di mesi. Ieri, presso la Casa dell’Architettura di Roma, si è tenuta la presentazione ufficiale del volume Best Italian Exhibition Design, in concomitanza con l’inaugurazione della SPAM DreamCity, il primo festival di architettura di Roma ideato e condotto dall’Ordine degli Architetti di Roma e che si terrà nella Capitale dal 10 al 18 ottobre 2019. In questa occasione è stata inaugurata anche la relativa mostra dei lavori selezionati che sarà itinerante. L’esposizione sarà aperta al pubblico gratuitamente fino al 19 ottobre 2019, dopodiché avrà altre tappe importanti, quali la Design Week 2020 di Milano, e terminerà il suo percorso durante la Archweek di Miami a novembre 2020. La Scuola Bombardieri del Re, che sta per festeggiare il suo primo compleanno, avrà così l’occasione di farsi conoscere anche fuori dai confini nazionali.

«Il museo è il risultato di una sinergia di squadra – afferma Andrea Impiombato Andreani, fondatore dello Studio Andreani – Per questo ringrazio il Comune di Santa Lucia e l’azienda Borgoluce della famiglia Collalto che ci hanno affidato la progettazione dello spazio museale, i progettisti dello Studio e gli artigiani che hanno contribuito alla realizzazione degli allestimenti. Essere tra i 45 progetti selezionati, accanto a studi prestigiosi di respiro internazionale, ci lusinga e al contempo ci rende orgogliosi perché conferma che il museo è un veicolo portatore di valore al nostro territorio». Il principio che ispira il lavoro di Andreani è creare ambienti che diano valore a chi li vive, spazi che non siano soltanto ricercati, curati, accoglienti, ma che suscitino emozioni. Anche l’allestimento del museo è stato concepito con questa filosofia ed infatti è uno spazio non soltanto espositivo e didattico, ma crea una relazione tra chi lo visita e chi lo “abita” (e nel passato lo ha vissuto) attraverso le immagini, gli oggetti, gli effetti personali. È uno spazio espositivo emozionale. Il progetto del museo - Inaugurato il 20 ottobre 2018, il museo ha radici storiche. Nel 1916, infatti, in un fabbricato rurale della nobile famiglia Collalto, fu istituita la Scuola Bombardieri: un reparto d’élite dell’esercito, dove gli ufficiali venivano istruiti prima d’essere mandati al fronte. Cent’anni dopo, nello stesso luogo è nato il Museo Bombardieri del Re, uno spazio cucito ad arte sulla narrazione di ciò che al tempo avveniva dentro a quelle mura, dalle sezioni più private (ad es. le camerate) a quelle dedicate alla formazione in aula o sul campo. Il progetto è stato realizzato con materiali e arredi d’epoca, è focalizzato sulla storia di un corpo glorioso e di un istituto d’eccellenza, e contiene reperti provenienti dai più importanti musei, come ad esempio la “bombarda 400”, unica al mondo per dimensioni, tipologia e gittata. Il museo racconta a uomini e donne d’oggi, storie di vita dei nostri nonni, in un allestimento dove la dislocazione degli ambienti ha la funzione d’esaltarne la narrazione. L’impalcato scenografico nasce con l’obiettivo di generare uno spazio dinamico basato su concetti come relazioni sociali fra individui, comprensione della guerra quale fenomeno socioculturale, empatia verso i predecessori e mantenimento della memoria.

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