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Degrado urbano

Elemosina e disturbo fuori da ogni luogo. Reale necessità, opportunismo o fenomeno criminale?

Oramai è prassi quotidiana nella nostra Preganziol, e non solo, trovare ogni giorno uno o più persone (sempre uomini di colore) fuori dalle principali attività di commercio. A seguito della segnalazione di molti concittadini anziani esasperati siamo venuti a conoscenza del fatto che presso il Cimitero di Preganziol è presente, da un certo periodo di tempo, un ragazzo che a fronte piccole pulizie chiede un pagamento. Lo stesso ha posizionato tutte le scope e le palette messe a disposizione dal cimitero in un angolo e si mette davanti a questo posto. Poiché è alto quasi 2 metri, due anziani ci hanno raccontato di essersi sentiti quasi in obbligo a pagarlo, a fronte di lavori non richiesti, perché si sono sentiti intimoriti. Come comitato ci siamo recati presso il cimitero per verificare effettivamente di persona la situazione. Nel breve periodo in cui siamo stati presenti lo stesso ha ricevuto diverse monete. Ci domandiamo: chi è il responsabile della sicurezza dei cimiteri? Chi è tenuto a sorvegliare? Questa persona a che titolo si trova lì? A tutti gli effetti, qualora non sia un incaricato autorizzato, questa persona sta (nella migliore delle ipotesi) lavorando in nero. Se invece fosse autorizzato non troviamo assolutamente lecito che chieda insistentemente “le mance”.

I fatti che abbiamo riscontrato di persona ricordano molto quello che succede fuori da supermercati, alimentari e molte altre attività presenti nella nostra zona dove all’ingresso sono sempre presenti dei personaggi che chiedono soldi. Alcune volte in modo pacato ed educato mentre altre volte in modo più o meno aggressivo. Tutti possono riscontrare che quotidianamente troviamo questi ragazzi fuori (per citarne alcuni) dall’Ipermercato LANDO, dalla CRAI a San Trovaso, dalla LIDL, spesso presso la pasticceria Terraglio per non parlare della loro presenza perfino invadente fuori e dentro il CERD di Preganziol (dove più volte sono state segnalate liti e Contarina si è trovata costretta a controllare l’accesso tramite una sbarra e con la presenza saltuaria di vigilanza privata). Citiamo pure la presenza nei giorni di mercato e la domenica e nei festivi fuori dalla Chiesa dove gli storici nomadi che chiedevano l’elemosina sono di colpo stati sostituiti da altri ragazzi di colore. Soffermandosi al LANDO si possono contare incassi da parte di uno solo dei 4 ragazzi presenti (in un pomeriggio durante la settimana). Nei dieci minuti di orologio lo stesso ha “riportato” 6 carrelli a fronte di un “incasso” minimo di 5€. Invitiamo i nostri concittadini a fare due conti: 5€ in 10 minuti corrispondono a 30€/h ed in 8 ore sono €270. In proiezione mensile l’incasso potrebbe divenire pari a €270x30 ovvero € 8.100 a persona, per 4 persone...fate voi i conti, trattandosi ovviamente di calcoli non verificabili...E se uniamo tutti proventi accumulati nei vari luoghi di accattonaggio arriviamo a cifre impressionanti, da ricavato di una grande azienda! A chi vanno a finire i soldi racimolati? Come vengono utilizzati quei soldi? Questo ovviamente sarebbe un guadagno “illecito” in nero e senza alcuna tassazione. E abbiamo considerato solo una persona in un pomeriggio durante la settimana in orario non di punta, ipotizzando che sul carrello ci fosse la moneta di taglio minimo…ovvero i 50 centesimi. Spesso nel carrello si trovano le monete da 1 e 2 euro…

Ci siamo posti, come cittadini, delle semplici domande: 1) Come mai questi ragazzi sembrano tutti appartenere ad un unico gruppo etnico? Non ci sono siriani, afgani, pakistani, indiani, marocchini, libici, ecc… 2) Sono sempre gli stessi, organizzati a turni. Sembrerebbe che dietro ci sia una regia. 3) È un fatto di cronaca accertata che spesso dietro al “servizio del riporto del carrello” ci sia un fenomeno malavitoso che controlla questo racket – gestito soprattutto dalla spietata criminalità nigeriana. Attenzione che dietro all’elemosina spesso stiamo finanziando delle persone che con quel denaro possono acquistare qualsiasi cosa, ad esempio droga, che poi ci ritroviamo circolare nel nostro paese. Come cittadini abbiamo il timore che il racket del carrello si stia allargando anche ai cimiteri ed altre attività approfittando del fatto che i frequentatori principali sono spesso persone anziane o ingenue che lasciano la “mancia” in buona fede. Capitolo a parte la vergognosa situazione fuori dai CERD (Centro di raccolta Rifiuti) gestiti dalla Contarina della nostra zona, dove la presenza, oltre ad essere pressante, (infatti si trovano spesso più di 10 persone) con atteggiamenti che risultano spesso aggressivi nei confronti degli utenti dei centri, da cittadini ci domandiamo: 1) Tutta la merce (spesso classificata come rifiuti pericolosi per l’ambiente se non correttamente smaltiti) che queste persone recuperano dove va a finire? Il timore (come spesso è accaduto ed è stato più volte segnalato dai nostri concittadini) è che, una volta verificato l’effettivo inutilizzo, gli “scarti” vengono abbandonati dove capita nel territorio. 2) Anche dietro queste persone è evidente la presenza di una regia. Macchine presenti per caricare la merce, turni, vedette per quando arrivano le guardie giurate e la polizia e per controllare il contenuto delle macchine degli utenti dei centri.

Chi sono queste persone? A che titolo sono lì? Viste tutte queste situazioni la domanda che ci poniamo e giriamo ai nostri lettori è la seguente: Vera necessità, opportunismo o fenomeno criminale? Come cittadini siamo per la solidarietà nei confronti di chi ha bisogno, ma restando nel novero delle regole e della legge. È quanto meno opportuno che, chi di dovere, intervenga al più presto a verificare ed eventualmente sanare queste situazioni. Anche perché a molti sembra che si stia perdendo il controllo del territorio. Nei prossimi giorni ci recheremo nei vari luoghi segnalati per verificare l’evolversi della situazione ed eventualmente documentare eventuali illeciti o situazioni di “sopruso” nei confronti di nostri concittadini, soprattutto quelli anziani.

Per il comitato Ciocca Roberto Christian Badin Preganziol 7 ottobre 2018 Comitato Preganziol Viva https://www.preganziolviva.it email: comitato@preganziolviva.it Tel. 392.3959205 (Ciocca Roberto)

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