Mogliano Veneto: i musei e le strategie per un nuovo pubblico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

Mentre il Louvre vende le copie degli schiavi di Michelangelo e il Museo Van Gogh vende copie tecnologiche dei quadri a 23mila euro, nel nostro Paese, per raccogliere proposte ed idee atte a generare interesse internazionale per il nostro sterminato patrimonio artistico, escogitiamo uno stratagemma per richiamare partecipanti degno del grande maestro “Oliviero”.

E' vero Il nostro popolo è fortemente legato alle tradizioni, ai valori esaltati, dal bisogno, vissuto o raccontato, come è vero che il Louvre grazie ad un know how organizzativo, ha venduto il proprio marchio, diventando un simbolo nel mondo di capacità imprenditoriale. Da parte dei relatori, non abbiamo avuto sentore di iniziative o strategie atte ad intraprendere un nuovo percorso imprenditoriale, pur sollecitati dal conduttore della serata, abbiamo assistito ad una simpatica relazione dello stato delle cose, partendo in ogni caso dal postulato che prevede in modo inevitabile un intervento statale per garantire la sopravvivenza dei poli museali. Ad una platea muta, appena ravvivata da osservazioni poco inerenti al tema dell'incontro, ho potuto brevemente esporre dati relativi al flusso turistico del 2018 70.000.000 dei luoghi di interesse artistico 1.200, delle opportunità che tali numeri possono offrire al nostro paese. Il patrimonio artistico nazionale può rappresentare il nostro “nucleare”; se diffuso con tecniche disponibili al grande pubblico, potrà esercitare un richiamo turistico proporzionato ai valori ereditati senza alcun merito ma capaci di motivare un turismo competente e rispettoso.

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