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Il trevigiano Marco Trabucco porta la sua musica sui grandi palchi della musica jazz

Redazione

Meraki è il progetto che il contrabbassista e compositore trevigiano Marco Trabucco sta portando in tour nell'ultimo anno, da dopo l’uscita a novembre 2018 dell’omonimo disco per l’etichetta Artesuono di Stefano Amerio, il cui studio è da decenni un vero punto di riferimento internazionale, già vincitore di premi.

Un titolo di difficile traduzione "Meraki": un termine greco che raccoglie in sé sfumature legate alla “passione” e che definisce “il sentimento di devozione nei confronti di qualcosa”. Sarà questo ciò che spinge nel futuro la musica di Federico Casagrande alla chitarra, Giulio Scaramella al piano, Marco Trabucco al contrabbasso e autore di tutte le composizioni e Luca Colussi alla batteria. Meraki rivolge rispetto al significato di un viaggio dentro un certo jazz contemporaneo, ne estende i contorni approfondendo i termini di un tentativo rivolto a coniugare intelletto, ricerca sonora e racconto. Le composizioni originali di Marco Trabucco, fatta eccezione per Romanza – brano popolare di musica spagnola – portano la formazione in territori personali: «Quando ho scritto questi brani ascoltavo molto Jakob Bro, Brad Mehldau, Wolfgang Muthspiel e credo mi abbia ispirato la loro idea di suono» afferma Trabucco, cogliendo le tracce di possibilità tutte proprie. Il progetto di Trabucco sarà in concerto con tre date importanti nel prossimo periodo: il 2 novembre per Jazzmi (al Castello Sforzesco h14, tutto esaurito); sempre il 2 novembre al Rabaucer di Milano (alle ore 20); il 14 dicembre dal vivo per Piazza Verdi Radio 3, all'interno del programma di Elio Sabella.

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