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San Giuseppe, chiude lo storico barbiere del quartiere

Via Noalese · San Giuseppe

Il Covid è stata la mazzata finale. Il negozio chiuso da oltre 2 mesi per i dpcm e le ordinanze che hanno marchiato questo inizio del 2020 mettendo in ginocchio l'intero comparto economico e, qui in Veneto, scardinando nel profondo quel tessuto sociale fatto di artigiani, negozi di prossimità ed esercizi commerciali di piccole e medie dimensioni da sempre peculiarità delle nostre città. Roberto Franceschini, lo storico barbiere di San Giuseppe, non se l'è più sentita di riaprire e quel cartello sulle vetrine è un epitaffio triste,. soprattutto per l'affezionatissima clientela - Era un proposito che rimuginavo da tempo, ormai ho i miei annetti - racconta sorridendo - e questa tempesta che ci è capitata addosso mi ha fatto decidere- Lui non lo dice ma è un sentire comune, palesato anche da flash mob recenti ed esternazioni di tanti esercenti che le prescrizioni ed i divieti imposti per la cosiddetta "ripartenza" siano davvero troppi ed inutilmente pesanti, col terrore di vedersi arrivare multe per qualche inadempienza formale fatta in totale buonafede. San Giuseppe perde così il suo storico barbiere, una vera istituzione quella bottega aperta dal papà Ferdinando, per tutti "Nano barbier", a cavallo delle 2 guerre mondiali a fianco di un altra pietra miliare del quartiere, il panificio dei Breda. All'inizio degli anni '60 si sarebbe spostato di qualche decina di metri nell'attuale palazzina che ospitava qualche anno addietro anche uno studio medico.Affiancando il padre, Roberto via via aveva impresso la sua impronta al negozio punto di riferimento imprescindibile per un taglio di capelli a regola d'arte transgenerazionale, dai bimbi felici di sedersi sul "cavallino", la sedia speciale a loro riservata, ai giovani in perenne ansia di perdere minuti preziosi agli anziani che s'intrattenevano anche oltre il dovuto per qualche amabile "comarò" prima del rito dell'ombretta in osteria. Non c'era chioma o barba che non venisse domata e sistemata dalle forbici di Roberto col tocco di pomate, balsami e shampoo miracolosi. E se Nano barbier fu lo spauracchio per noi bimbi, ma anche gli adulti non erano da meno, soggetti a distorsioni, slogature ed altri accidenti dovuti alla nostra irrefrenabile esuberanza quando passavamo,obtorto collo , sotto le sue abili mani di "tiraossi", premiati dopo il doloroso trattamento da un dolce "sirèa" scaccialacrime, Roberto è stato il discreto, prezioso consigliere per quanti abbisognavano di un alloggio, fosse in affitto o da comprare, e si rivolgevano a lui certi che avrebbe sempre trovato la soluzione migliore per le loro necessità. I clienti che arrivano alla spicciolata leggono e commentano i cartelli affissi sulle vetrine - Ci mancherà la sua affabilità e cortesia- - Se so pare gera burbero ma in fondo bon, lù gera soeo che bon! - e qualcuno auspica che presto qualche giovane subentri per non privare di un altro servizio un quartiere di oltre 6000 anime che già è in apprensione avendo, dopo il pensionamento della dott.ssa Bellon , un solo medico di base .Guardando le vetrine buie si riannoda il filo della memoria per una bottega che fu pietra miliare nella costruzione del quartiere in riva al Sile.

Vittore Trabucco

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