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Verde pubblico cittadino: la natura s'arrangia con qualche buonanima

Strada Boiago · San Giuseppe

A Treviso l'amore tra il verde pubblico e chi ne ha la manutenzione, non è mai sbocciato. Anzi, sin dal principio, è stato un odio a prima vista mascherato da una insofferente sopportazione per un servizio che, evidentemente, non è mai rientrato nelle priorità tanto da ridurre al minimo gli interventi. I cittadini hanno assistito esterrefatti ad un rimpallo di responsabilità sin dalla passata amministrrazione che è continuato con l'attuale e che ha prodotto, non solo sotto i loro occhi, ma pure sotto quelli delle migliaia di turisti che visitano centro e periferie, basti pensare alle meravigliose mura o all'appena aperto Ultimo Miglio della "Strada del Respiro", la ciclopedonale Treviso/Ostiglia, un quadro avvilente a cui pare proprio non si voglia porre rimedio. Erbacce, sterpi e rovi debordano in ogni dove, rendendo insidioso il transito sui marciapiedi o sulle ciclabili appena inaugurate. Proprio sull' Ultimo Miglio l'erba gareggia in altezza, coi carpini appena piantumati alcuni dei quali sono, da settimane, tristemente eradicati senza che alcuno intervenga e sul lato opposto sommerso gli splendidi arbusti in piena fioritura sono completamente sommersi da rovi e sterpi. Anche canali e fossati sono intasati da rigogliose erbacee che in alcuni tratti hanno pure lignificato occludendo i canali di scolo. Per fortuna che c'è qualche buon'anima, come in foto, che con cocciuta generosità fa quello che altri, per contratto, dovrebbero fare, non solo per il decoro ma soprattutto per prevenire allagamenti e smottamenti. Parliamo di "manutenzione ordinaria" chè quella straordinaria meriterebbe un capitolo a parte anche per la marea burocratica che affonda qualsiasi buona volontà. Così in attesa di un deciso cambio di rotta che non si riduca, come par di capire, con l'ennesimo aumento delle tariffe, la Natura s'arrangia liberandosi degli alberi malati o soffocati dall'edera e ricoprendo con un fitto manto pietre e masegni salvo scoprire in autunno che magari un pezzo di bastione è crollato o un canale è collassato perchè mai dragato.

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