Vittorio Veneto: i cittadini chiedono un aggiornamento del piano regolatore

L’associazione R&T ha invitato i residenti a partecipare alla stesura del Pat, il piano di assetto del territorio che serve per immaginare la Vittorio Veneto della ripresa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

L’associazione R&T e il suo presidente, il vittoriese Piccin Mirko, vogliono rivolgersi ai non addetti ai lavori: «Vogliamo parlare ai cittadini di Vittorio Veneto perché si rendano conto che il comune ha uno strumento per immaginare il futuro e fornire gli strumenti per far risorgere Vittorio Veneto dal torpore e il decentramento, e non lo sta usando.

I Vittoriesi - sostiene Mirko Piccin - continuano a subire e l’argomento è talmente stantio, trito e abusato da provocare noia nei cittadini e fastidio negli addetti ai lavori. Ma noi dobbiamo rischiare perché siamo stufi di vedere la Nostra Vittorio ingessata. Si tratta del “Piano di Assetto del Territorio” lo strumento urbanistico che ha il compito di immaginare la Vittorio Veneto del futuro ma che le ultime due amministrazioni comunali non hanno toccato, lasciando il comune bloccato ad un piano regolatore senza prospettive». I motivi per cui l'associazione vorrebbe che fossero i cittadini a parlare sono due: il primo è che il Comune è ancora nella fase propositiva del Pat per cui l’elaborato può essere “aggiustato”, il secondo è che, ai membri di R&T non convince l’impostazione e la filosofia di base del piano regolatore. «Il Pat di un Comune - sostengono - deve ”disegnare” il futuro della città. Deve prevedere le condizioni ottimali per la crescita di servizi e infrastrutture. Deve predisporre le condizioni per cogliere le occasioni della ripresa economica anche per rilanciare l'occupazione e la crescita dell'intera città: da Fadalto a San Giacomo, da Costa a Formeniga. Deve immaginare lo splendido futuro che potrebbe avere Vittorio Veneto e programmarne i tasselli perché siano pronti e disponibili. Il sito della regione Veneto dichiara: ”Il Piano di Assetto del Territorio, fissa gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili ed è redatto, dai Comuni, sulla base di previsioni decennali.” Volendo ricreare la fortuna del paese è necessario sapere con chiarezza cosa Vittorio Veneto potrebbe essere e noi siamo certi che molti vittoriesi sanno bene cosa vorrebbero diventasse la loro città. L'attuale piano regolatore non prevede sviluppo ma detta solo le regole edili e blocca allo stato attuale Vittorio Veneto. Viviamo in una città che non è preparata ad accogliere la ripresa. Anche per questo soffriamo il decentramento e la mancanza di investimenti privati. Non ci piace che non ci sia nessuna ipotesi di sviluppo: il piano regolatore non prevede interventi sulla viabilità o sulla mobilità, non affronta il sistema dei parcheggi, non fa proposte, non dà soluzioni e, ancor più grave, non rileva problemi e lacune. Chi vuole che Vittorio Veneto rimanga bloccata allo stato attuale? Noi, anche grazie al nostro sondaggio, sappiamo che i vittoriesi non lo vogliono. Chi vuole sperare in una ripresa dell'economia vittoriese non ha più pazienza e non vuole attendere ancora la redazione del Pat per non perdere le occasioni di crescita economica che si presenteranno. Non vogliamo fare facile allarmismo - assicura l'associazione - È davanti agli occhi di tutti gli addetti ai lavori e noi vogliamo che sia davanti agli occhi di tutti i vittoriesi. Siamo illusi ottimisti? Meglio che essere cupi pessimisti quando si tratta di un documento de deciderà il futuro della città per i decenni a venire. In ogni caso il Pat a conclusione anche di questa amministrazione rimane fermo e non è più ammissibile. Se poi, tra qualche giorno, l’amministrazione dirà che il Pat verrà approvato entro la fine del mandato, non ne saremo sorpresi: rientrerebbe nel modus operandi di chi dichiara di aver trovato soluzioni solo dopo che gli si è fatta notare la mancanza».

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