Raccolta differenziata porta a porta a Treviso, cosa ne pensano i cittadini?

A luglio 2014 entrerà a pieno regime ma già da ora il personale di Contarina, la ditta che si occupa del servizio, sta consegnando ai trevigiani i bidoncini colorati e a piccoli step la raccolta differenziata andrà a sostituire la classica

Fra non molto i cittadini trevigiani diranno addio ai vecchi cassonetti per la raccolta differenziata.  Sta in fatti per arrivare la raccolta differenziata porta a porta. In tutta la provincia è già attiva da tempo e mancava solo la città di Treviso. Ufficialmente la raccolta partirà a luglio 2014 ma già da adesso i cittadini trevigiani riceveranno i famosi bidoncini colorati per la differenziata e poco a poco la raccolta porta a porta andrà a sostituire quella classica. Inoltre per spiegare ai trevigiani come funziona la raccolta porta a porta, saranno istituiti degli incontri suddivisi per zone e quartieri organizzati da Contarina, la ditta che si occupa del servizio. Si partirà con il primo incontro il 29 ottobre nella zona Canizzano.
 

Per tutto il periodo di transizione un numero verde, un punto informazioni itinerante, e un ecosportello saranno a completa disposizione dei trevigiani per chiarire qualsiasi dubbio. La transizione infatti non sarà certamente delle più semplici, specialmente per i trevigiani che secondo uno studio compiuto da Quaeris nell’ottobre 2010 hanno dimostrato di non apprezzare moltissimo la raccolta differenziata porta a porta.
 

«Potendo scegliere il tipo di raccolta, il 70,7% dice di preferire la raccolta differenziata con i cassonetti stradali, mentre solo il 26,3% indirizza la propria preferenza verso il "porta a porta", con un 3% che non sa o non risponde. Di fronte alla disponibilità a passare dall'attuale tipologia di raccolta dei rifiuti al "porta a porta", il campione si dichiara nettamente contrario: solo il 26,3% sarebbe disponibile al servizio di raccolta differenziata "porta a porta", mentre il 71,8% è contrario», si legge nel comunicato di Quaeris. Dall'analisi, inoltre, emerge anche un altro dato interessante ma che certamente non stupisce: a volere il "porta porta" sono, infatti, soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni (il 57,1%), quelli ovviamente più aperti e interessati alle novità, mentre i più contrari sono i cittadini tra i 55 e i 64 anni (solo il 6,7%).
 

La contrarietà a questo passaggio appare dettata soprattutto, secondo i dati del sondaggio, dalle abitudini. Per il 63,3% dei contrari al "porta porta", infatti, questo particolare sistema di raccolta appare sconveniente in quanto troppo impegnativo, ad esempio perché costringe a rispettare i giorni di esposizione dei bidoni e le regole più strette della differenziazione. Come si legge nel sondaggio per l'11% degli intervistati è una seccatura tenere i bidoni in casa, per il 6,8% l'attuale sistema consente una libertà di orari nel conferimento.
 

«Per i favorevoli, invece, si legge nel comunicato di Quaeris, il "porta a porta" convince per la sua la maggiore sostenibilità ambientale: lo pensa il 49,9% di quelli che vorrebbero il "porta a porta" o sarebbero disponibili al passaggio verso questa modalità di raccolta (il porta a porta è più rispettoso dell'ambiente e della sua salvaguardia) mentre per il 15,2% permetterebbe di mantenere più pulita la città». Il 14,4%, inoltre, lo ritiene più comodo, per il 5,3% si garantirebbe maggiormente l'igiene nell'ambiente urbano, il 3,9% è convinto che con questa modalità si facilita il riciclaggio. Infine, il 3,8% pensa che sarebbe più facile controllare i cittadini e garantire un buon riciclaggio, anche perché in presenza di sanzioni (lo pensa il 3,8% dei favorevoli al porta a porta) le persone sarebbero costrette a rispettare le regole.
 

Un dato con il quale i trevigiani devono però fare i conti è che già in tutta la provincia si attua la differenziata porta a porta, con ottimi risultati anche.  

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