Sport e virus, appello del Calciotto: «Il Governo ci dica quando potremo aprire»

Il Team Manager Massimiliano Cattarin: «Siamo fermi da febbraio ma, a differenza di altre categorie, per noi ancora non è prevista una data per ricominciare. Di questo passo migliaia di piccole società sportive scompariranno»

Massimiliano Cattarin, Team Manager del Calciotto TV

In questi ultimi giorni in tutta Italia, ma soprattutto in Veneto, stanno montando le polemiche da parte di varie associazioni di categoria che ritengono alquanto iniquo l'ultimo Dpcm del Governo in merito alle possibilità di riaperture a partire dal prossimo 4 maggio. Parrucchieri, estetisti, ristoratori e persone delle spettacolo ritengono infatti di essere stati ingiustamente e oltremodo danneggiati da un provvedimento che non tiene conto delle loro esigenze economiche, nonostante siano tutti pronti a tornare in attività in piena sicurezza, rispettando tutte le norme igieniche del caso.

Tra le categorie colpite, però, ci sono anche le palestre e i centri sportivi, luoghi di aggregazione per antonomasia e che, proprio per questo, non rientrano nei codici ATECO per poter ricominciare le loro attività il prossimo mese. «La situazione è sempre più difficile ormai, anche perché nessuno è in grado di dirci quando potremo riaprire - racconta ai nostri microfoni Massimiliano Cattarin, Team Manager del Calciotto TV e della Nazionale Italiana di Calcio a 8 - Ad oggi, dopo oltre due mesi di blocco forzato di ogni attività sportiva sul territorio, ancora non abbiamo una singola proiezione di quando potranno ricominciare le nostre attività ed eventualmente di come dovremmo farlo, di quali saranno i protocolli da seguire. Di questo passo migliaia di piccole società sportive scompariranno».

«A livello mediatico si parla ormai solo della Serie A di calcio, ma qualcuno a Roma sta valutando l'impatto del Coronavirus sulle realtà più piccole come la nostra? Noi abbiamo chiuso una prima volta lo scorso 23 febbraio, poi siamo riusciti a riaprire per altre tre serate a porte chiuse e infine abbiamo dovuto fermare ogni attività per rispettare quanto richiesto dal Governo. Questo vuol dire aver fermato ben 9 manifestazioni diverse, tra cui la nostra Seria A, la Serie B, le coppe e persino l'attesa trasferta in Russia per la Rappresentativa del Calciotto TV, per un danno da diverse migliaia di euro - continua Cattarin - Inoltre, vista la poca chiarezza in questa tragica situazione, alcuni sponsor in queste settimane si sono purtroppo ritirati e quindi, in qualità di organizzatore, ho dovuto anche cancellare il Giro delle Prese 2020 sul Montello, tradizionale appuntamento del ciclismo giovanile della Marca».

«In ogni caso, mi confronto costantemente con molteplici realtà simili alla nostra presenti in altre regioni e posso dire che siamo tutti "nella stessa barca" e per questo la rabbia è sempre di più. Quando si riprenderanno le attività, perché questo momento prima o poi ci sarà, come sarà la riapertura? Quali disposizioni di sicurezza si dovranno rispettare? Ma soprattutto, quante società sportive nel frattempo saranno fallite? - conclude il Team Manager del Calciotto TV - Il Governo deve dare delle indicazioni precise e deve farlo presto. Certo, l'auspicio è che si riapra al più presto, magari per l'estate così da salvaguardare l'organizzazione di alcuni tornei, ma se non questo non dovesse essere possibile chiediamo al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che ci dica al più presto una finestra temporale in cui sarà possibile ricominciare, così da poter almeno impostare le attività future ed evitare di doversi indebitare con le banche o, ancora peggio, fallire».

Qui di seguito, invece, ecco la lettera che il Calciotto TV ha inviato nei giorni scorsi al Ministro Spadafora (senza ancora ricevere risposta) per informarlo delle ripercussioni che le scelte del Governo stanno avendo sulle società sportive locali e per chiedere di prendere posizione in merito alla riapertura futura delle attività per gli sport di gruppo, soprattutto quelli di contatto:

Egregio Ministro dello Sport,
sono passati 60 giorni, due mesi esatti dall'Ordinanza con la quale ci veniva imposta lo scorso 23 febbraio la prima storica chiusura della nostra attività sportiva. Chiariamo subito che a noi di politica non ci interessa nulla: destra o sinistra, gialli o rossi, nord o sud…a noi interessa una sola cosa…fare il nostro sport! Ovviamente siamo tutti rispettosi delle normative e delle leggi, come sempre e come tutte le migliaia di società sportive del territorio, ma il problema è che dopo 60 giorni…60…nessuno sa dirci se, quando e soprattutto come potremo riaprire. Tutti vorrebbero tornare alla normalità già domani ma se non fosse possibile “ce la metteremo via”, basterebbe però quantomeno saperlo in modo da lavorare in prospettiva su una possibile ripartenza e chi deve darci delle risposte Signor Ministro siete Voi: non è accettabile che dopo due mesi nessuno dall'alto si voglia prendere la responsabilità di dirci qualcosa altrimenti che occupate a fare quei ruoli? Non si può aprire fine al prossimo 1° settembre? Amen, ce ne faremo una ragione, alcune realtà purtroppo scompariranno altre invece ce la faranno ma almeno ditecelo per poter provare ad organizzarci ed affrontare in qualche modo una situazione che è totalmente disastrosa per l'intero comparto sportivo. Noi siamo gente concreta, gente che lavora sul campo in tutti i sensi ogni giorno e abituata a stare a contatto con centinaia di persone diverse ogni settimana: lo sport è passione, è condivisione, è socializzazione.

Forse non è colpa di nessuno questa situazione ed è un nostro dovere sottostare alle normative messe in atto, ma sicuramente è un dovere delle Istituzioni indicarci la via da seguire e trovare le soluzioni a tutela di tutto il settore (non solo dei professionisti della Serie A). Ad oggi non abbiamo nessuna certezza, solo frasi di circostanza per lo più fatte da persone che di sport e di dinamiche collegate non ne sanno nulla. Non abbiamo nessuna certezza su una data di riapertura. Non abbiamo nessuna certezza sulle modalità della ripresa per gli sport di gruppo e di contatto come il nostro. Non abbiamo nessun sostegno per le società dilettantistiche (i debiti con le banche fateli voi, le piccole realtà di provincia vivono anche con i tornei estivi, con i miseri incassi dei chioschi o con le sagre di paese). Non abbiamo nessun sostegno per i collaboratori sportivi (i famosi 600 euro di marzo, che non vengono gestiti dall'INPS come per le partite Iva ma da "Sport e Salute", non sono ancora arrivati a nessuno e non si sa nulla per i mesi di aprile, maggio, ecc..). Noi vogliamo delle risposte signor Ministro, belle o brutte che siano, e le vogliamo adesso. Per rispetto dei milioni di italiani che praticano sport, per rispetto delle centinaia di migliaia di persone che vivono di sport. Lo sport è la nostra vita!
Massimiliano Cattarin - Team Manager Calciotto TV

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