Emergency Cup: il torneo di touch rugby si giocherà a Silea con più di 30 squadre

L'appuntamento è per sabato 3 settembre: l'obiettivo di questa edizione è quello di raccogliere fondi per i centri sanitari per profughi situati nel nord dell'Iraq

SILEA Il Gruppo Emergency di Treviso con Lega Italiana Touch Rugby, organizza anche quest'anno L'Emergency Cup, torneo di touch world rugby giunto ormai alla sua ottava edizione. Si giocherà sabato 3 settembre, a partire dalle ore 16, presso i campi del Rugby Silea in via Cendon 23.

L'Emergency Cup di quest'anno avrà come obiettivo i Centri Sanitari per profughi nel nord dell'Iraq, dove sono attualmente presenti più di due milioni e mezzo di persone che cercano un luogo sicuro dai bombardamenti della guerra in Siria e dell'avanzata di Daesh (Isis) in Iraq. Le condizioni di vita non sono certo facili per questi profughi, costretti a spostarsi all'interno del paese. È per questo che l'ong italiana, fondata da Gino Strada nel 1994, ha aperto sei Centri Sanitari a partire dal 2014 nell’area di Arbat e Ashti, nei quali vengono accolti i tanti bambini nati in quei campi e le loro famiglie.

Il torneo di quest’anno vedrà la presenza di più di 30 squadre, confermando la continua crescita di partecipazione da parte di pubblico e giocatori rispetto alle edizioni passate. Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile parlare con i volontari dei gruppi territoriali del Veneto ed avere informazioni sui progetti e programmi di Emergency.

Nelle ultime settimane EMERGENCY ha assistito a gravi episodi di violenza da parte delle forze di polizia locale all'interno dell’ospedale di Gernada, nell’est della Libia, e per questa ragione, in accordo con il ministero della Sanità, ha interrotto le attività cliniche, offrendo la sua disponibilità a intervenire in altre zone del Paese.

È stata una decisione sofferta, soprattutto in un momento di grande incertezza come quello che il Paese sta vivendo. Tuttavia, nonostante le ripetute rassicurazioni da parte delle autorità locali, a Gernada non c'erano più le condizioni essenziali per garantire la sicurezza dei pazienti e dello staff. 

"Dopo aver assistito a ripetuti atti di violenza da parte della polizia locale, anche nei confronti del nostro personale libico, abbiamo deciso di sospendere le attività dell’ospedale. Non potevamo rimandare oltre questa decisione, ma siamo molto preoccupati per la popolazione: il sistema sanitario libico è collassato e ancora una volta saranno i civili a pagare le conseguenze del caos in cui la Libia è sprofondata a partire dal 2011", dice Emanuele Nannini, vice coordinatore dell'Ufficio Umanitario di EMERGENCY.

EMERGENCY aveva aperto il Centro chirurgico di Gernada lo scorso 12 ottobre per curare i feriti dei combattimenti nelle zone di Bengasi e Derna. In 10 mesi, presso il Centro chirurgico, i nostri medici e infermieri hanno curato 1.400 persone. Nello stesso periodo, siamo stati impegnati anche nella formazione dello staff locale per la gestione dei feriti di guerra. Con la nostra partenza, lo staff locale e l'ospedale - che abbiamo completamente ristrutturato ed equipaggiato - rimangono a disposizione delle autorità sanitarie libiche. Insieme al ministero della Sanità libico, EMERGENCY sta valutando diverse opzioni per riprendere quanto prima le attività di assistenza chirurgica alle vittime di guerra in una diversa località.

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