Due giovani trevigiani in partenza per il Mongol Rally aiutano gli ospedali dell'Ulss 2

Luca Mattiuzzo e Giacomo Cavasin hanno deciso di donare all’associazione “Per mio figlio Onlus” oltre 500 euro di quanto fino ad oggi raccolto per il viaggio verso l'Asia

Luca Mattiuzzo eGiacomo Cavasin

Non sanno ancora se riusciranno a partire per la loro straordinaria avventura, il Mongol Rally, gara automobilistica non competitiva a scopo di beneficenza, ma Luca Mattiuzzo e Giacomo Cavasin, due giovani di Treviso, non demordono e continuano i preparativi. Nel frattempo, consapevoli della grave emergenza sanitaria Covid-19 in corso e spinti dall’affetto per la loro città, hanno deciso di donare oltre 500 euro di quanto fino ad oggi raccolto per il viaggio, che dovrebbe partire a luglio, all’associazione “Per mio figlio Onlus” impegnata nel sostegno agli ospedali trevigiani dell’Ulss 2.

“La finalità del Mongol Rally – ricordano i due avventurieri “fora de testa” (da qui Outsidemind.it, il loro sito) – è quella di raccogliere fondi a favore di Cool Earth, l’Ong che protegge le foreste pluviali in via di estinzione, combatte il riscaldamento globale, difende gli ecosistemi e dà lavoro alle popolazioni locali. Ciò che facciamo, quindi, è per beneficenza. E in questo momento ci sembrava giusto aiutare chi sta combattendo in prima linea a salvare vite umane”.

Luca e Giacomo, salvo rinvii decisi da “The Adventurist”, l’associazione organizzatrice del Mongol Rally, lavorano per farsi trovare pronti il 18 luglio a Winchester (GB) dove è fissata la partenza di un viaggio di 27 mila chilometri (andata e ritorno), lungo 23 paesi, con 9 visti d’ingresso e 6 fusi orari, a bordo di una Fiat Panda diretti verso la tappa finale Ulan Ude, in Siberia. Ogni team potrà scegliere qualsiasi tragitto per raggiungere la meta e avrà solo poche e semplici regole da rispettare: donare almeno 1000 sterline in beneficenza, utilizzare un’automobile più vecchia di 10 anni e con massimo 1200cc di cilindrata, senza usufruire di navigatori e autostrade.

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“Può sembrare contradditorio utilizzare un’autovettura vecchia per promuovere il messaggio di salvare il mondo, ma – spiegano i due che nella vita fanno il web designer (Luca) e lo studente di ingegneria meccanica con passione per la stampa 3D (Giacomo) – l’unico carburante che avremo sempre a disposizione sarà la benzina, e quindi non è possibile utilizzare altri mezzi, come quelli elettrici, e non ci sono neppure infrastrutture che consentano di muoversi in bici o a piedi. Il Mongol Rally è una gara di mobilità lenta: l’unica alternativa sarebbe stata l’aereo, molto più costoso e soprattutto inquinante”. Chi volesse sostenere l’avventura di Luca e Giacomo al Mongol Rally 2020 può versare il proprio contributo sul conto corrente Iban DE37100110012629103541 – Luca Mattiuzzo - BIC: NTSBDEB1XXX, specificando nella causale se “contributo per il team Outsidemind” o “donazione per Cool Earth”.

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