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Esclusione Treviso Basket, Pittis: "Rimetto mandato Nazionale a Fip"

Treviso Basket annuncia che presenterà ricorso contro l'esclusione dalla Serie A e Riccardo Pittis rimette il suo mandato in Nazionale alla Federazione: "Sono pronto a lasciare il mio ruolo"

Redazione16 luglio 2012

Treviso Basket srl presenterà ricorso contro la decisione del Consiglio federale di escludere la nuova società dalla Serie A. Ad annunciarlo alla Federazione Italiana Pallacanestro è stata la stessa neonata società trevigiana.

Riccardo Pittis, volto della pallacanestro trevigiana e presidente del Consorzio Universo Treviso, ha dichiarato di provare "delusione profonda, amarezza e rabbia" riguardo alla decisione del Consiglio Federale Fip ed è pronto a rimettere il suo mandato nel team della Nazionale.

"Questo verdetto - ha spiegato Pittis - lo devo accettare, ma sicuramente non devo comprenderne e accettarne le ragioni, condividerlo e giustificarlo. Lo ritengo invece profondamente ingiusto, perché il Consiglio Federale non ha tenuto in considerazione che, con una semplice alzata di mano, ha cancellato in un attimo 50 anni di storia di una città gloriosa che tanto ha dato a questo sport. Non ha ponderato il fatto che ha spazzato via la passione di migliaia di tifosi, di una città e di un territorio che ha una radicata cultura cestistica, distruggendo il sogno di tanti ragazzini che tifavano questa squadra e sognavano magari un giorno di poterci giocare".

"Non hanno tenuto conto - ha aggiunto Pittis - dell'immane lavoro compiuto da tutti noi per realizzare quello che continuo a ritenere un'autentico miracolo visto il periodo storico e le persone che remavano contro, cioé reperire le risorse economiche e la solidità per salvare il basket a Treviso, a testimonianza una volta di più di una passione assoluta per questo sport, che Treviso tutta riteneva un suo patrimonio e che gli è stato rubato per sempre. Possiamo discutere per giorni di regolamenti, procedure rispettate, cavilli burocratici e pericolosi precedenti. La parola chiave contenuta nella parte di regolamento che riguardava la nostra situazione è discrezionalità. Quindi noi siamo esclusi per una scelta politica".

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"Ora, io da oggi torno ad essere il team manager della Nazionale, squadra di 'proprietà' della Fip. Io amo l'Italia, amo la nazionale e sono legato profondamente a questa squadra. Ma questo non può farmi cambiare il modo di pensare rispetto alla suddetta questione. Se il mio pensiero, il mio disappunto e la mia rabbia - ha concluso il cestista - non fossero ritenuti compatibili con la posizione che ricopro, se la mia presenza e le mie parole creano disagio ad alcuno o sono lesive dell'immagine della Federazione, abbandonerò immediatamente il mio ruolo qualora mi fosse richiesto e quindi accetto fin d'ora una decisione in tal senso del Presidente e del Consiglio Federale, ai quali rimetto nelle mani il mio mandato".

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