Nuove frontiere del benessere: Treviso capitale della biodinamica craniosacrale

L’Istituto di formazione La Marea a Silea è ormai un centro di eccellenza riconosciuto in tutta Italia. I corsi, in partenza a giorni, aprono a nuove prospettive professionali nel mondo del benessere

TREVISO A Treviso, è boom di biodinamica craniosacrale: ovvero, la nuova frontiera del benessere che - non sostituendosi alle cure mediche e fisioterapeutiche tradizionali - integra il supporto alla persona e risolve efficacemente, in moltissimi casi: dolori, disagi, disturbi fisici e mentali, ansie, depressioni e malesseri cronici.

Diversa da massaggi, riflessologie, ginnastiche posturali, trattamenti estetici, la tecnica craniosacrale è - spiega Roberto Rizzardi, titolare del primo Ente di formazione certificato ISO a livello nazionale con sede a Silea – “il frutto di un percorso di formazione specifico, rivolto sia a chi è già addetto ai lavori (ovvero fisioterapisti, osteopati, infermieri, odontoiatri, psicomotricisti, docenti di educazione motoria, operatori del mondo bionaturale ed olistico) sia a chi parte da zero, con la volontà di intraprendere un percorso di studi con ottimi sbocchi occupazionali”. Con veri e propri “tocchi” manuali, lievissimi e calibrati, chiamati “biodinamici”, con sedute di circa 1 ora ed effettuati sulla persona vestita, l’operatore craniosacrale ne scopre i ritmi segreti ed impercettibili allo stessa persona, scrutando fragilità e sciogliendo tensioni, seguendo l’”onda naturale”: la Marea (da qui il nome dell’istituto) dell’energia profonda insita in ogni persona ed arrivando a mettere in moto il fondamentale meccanismo di autoguarigione e valorizzando le risorse di autoconservazione della persona.

“Si tratta”- conferma Roberto Rizzardi- “di una tecnica che si apprende in tre anni di studio, suddivise in molte ore di pratica e di teoria (740) - nelle quali si studia l’anatomia, la fisiologia umana, l’origine di molti disturbi, e si impara a scandagliare il corpo con le mani cercando di individuare ed estrapolare le cause del disagio, del dolore o del malessere, entrando in profonda empatia con la persona”. A Treviso e provincia sono già oltre 80 gli operatori formati ed accreditati in tre anni (35% operatori sanitari, 35% nuovi professionisti, 30% operatori olistici), una categoria al momento “orfana” di un riconoscimento ufficiale come professione complementare alle cure tradizionali. Al momento è infatti consentito di lavorare solo in regime privato perché è nuova pratica non ancora prescrivibile con ricetta medica. In altri paesi, come ad esempio la Svizzera è già consentita. “I nostri operatori certificati” – conclude Roberto Rizzardi – “possono iscriversi al ROICS, (Registro Operatori Italiano CranioSacrale) un albo professionale privato presso l’ ACSI (Associazione craniosacrale italiana). Anche in Europa ci sono molti paesi che hanno i loro albi nazionali. E’ stata condivisa a Londra, lo scorso maggio, la volontà di creare un’associazione europea con l’obiettivo di far conoscere sempre di più la tecnica”. Ma stando ai dati del solo trevigiano- oltre 500 persone/anno seguiti, in media, dall’Istituto di Silea, le problematiche croniche più frequenti, che in genere si risolvono con successo e con percorsi brevi ma mirati, sono: dolori cronici al rachide cervicale/lombare, forme di cefalea ed emicrania cronica, dolori muscolo-schelettrici, stati d’ansia e attacchi di panico, forme di depressione, disturbi del sonno, sostegno nella risoluzione del trauma.

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L’approdo alla tecnica craniosacrale arriva, in genere, dopo aver tentato tutte le altre forme integrative rispetto alle cure tradizionali, ed è molto importante l’interazione/collaborazione con gli attori sanitari primis il medico di base. Traggono vantaggio da questa tecnica anche molte persone con strascichi a volte determinati da situazioni post traumatiche o cure oncologiche pesanti, o dopo lunghi periodi di depressioni o in periodo di riabilitazione dopo traumi sportivi. I costi non sono elevati ed il costo di una seduta varia da 40 a 70 euro (media visite paziente da 3 a 6/7max). In futuro, perché diventi possibile applicare nei contesti clinici precisi, la tecnica deve essere affidata ad un operatore sanitario accreditato ACSI (associazione nazionale), mentre l’operatore bionaturale si “limita” ad essere una risorsa per la persona al fine di promuovere l’armonia, il benessere e rafforzare la salute.

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