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Musica dal vivo stile anni '60: ecco il nuovo "Bitols", l'uomo diventato un jukebox vivente

Massimiliano Pilotto, storico cantante trevigiano, si è inventato un nuovo modo per intrattenere il pubblico in questo periodo post Coronavirus

 

Un'idea innovativa e geniale direbbe qualcuno. Parliamo del BBox (ovvero "Bitols Box"), progetto innovativo di Massimiliano "Bitols" Pilotto, amatissimo cantante di Roncade noto soprattutto per l'amore incondizionato verso la storica band di Liverpool, The Beatles, da cui trae origine il suo soprannome artistico. «Stiamo affrontando una fase molto delicata in questo periodo post Coronavirus e proprio per questo ho preparato il BBox per proporre la musica protetto e, dopo essere riuscito ad ottenere le dovute autorizzazioni dal Comune e dalla Siae, ho deciso di installare la struttura davanti all'Osteria Ponte Dante - racconta Pilotto - Con questa simpatica trovata, martedì sera abbiamo fatto una piccola prova per testare le distanze e non è facile come non lo è ritrovarsi tra amici e star lontani. Alla fine è però andato tutto bene e quindi continueremo con la musica live in questa nuova modalità, ma se venite a trovarci vi chiedo di impegnarvi ad indossare la mascherina e rispettare le regole. Dobbiamo dare  infatti il buon esempio: oggi serve molto farlo e noi ce la faremo. Inoltre, se vedo che si sta formando un assembramento, stacco subito la spina».

Ma cos'è esattamente il BBox? Semplice, si tratta una specie di juke box da "indossare", ossia una struttura in plexiglass in stile anni '60 (dotata anche di un ventilatore per le giornate più afose) all'interno della quale Pilotto si esibisce per il pubblico, senza quindi alcun contatto diretto con le persone che, per sentirlo suonare e cantare, devono inserire due euro nella gettoniera e poi scegliere una delle 100 canzoni sulla 'tastiera' (su 1.300 del repertorio del cantante) facendo al cantante un semplice gesto con le dita della mano indicando il numero del titolo scelto. A quel punto "Bitols" Pilotto attacca a suonare la chitarra (la base è fornita da un computer), si avvicina al microfono e intona pezzi rock'n'roll, soul, classici italiani e stranieri. 

«A casa rimuginavo e non vedevo prospettive - racconta Pilotto all'Ansa - Senza pubblico non c'è interazione, noi musicisti non riusciamo a esprimerci e questo è un limite insormontabile. A quel punto mi è venuta un'idea guardando il juke box di casa e per costruire poi il tutto ho preso materiali di recupero come pannelli in legno, mentre il frontale l'ho fatto con le antine e i ripiani in laminato di un vecchio frigorifero. Infine ho aggiunto dei led per dargli luce la sera». La Siae è inizialmente rimasta basita dal progetto, ma poi si è consultata e alla fine ha concesso il permesso di 'posteggiatore con strumento meccanico' e lo stesso ha infine fatto il Comune dando quindi il permesso a Pilotto di tornare ad intrattenere il suo pubblico con della buona musica.

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