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Commercianti trevigiani in rivolta: tutti uniti da Treviso a Roncade, passando per Zero Branco

Il sindaco Zottarelli: "Condividiamo le ragioni della protesta, nessuno sarà lasciato indietro”

 

Nel weekend, nelle piazze centrali di Treviso, Roncade e Zero Branco, alle ore 12, è andata in scena una mobilitazione pubblica che ha coinvolto negozianti, artigiani e piccole medie imprese che si sono radunate sventolando le chiavi delle proprie attività per chiedere di riaprire i propri esercizi rimasti chiusi in questo inizio di Fase 2.

«Comprendiamo la difficoltà dei commercianti che in questi giorni protestano in provincia di Treviso ed ascoltiamo con attenzione le loro proposte. Effettivamente la data dell’1 giugno per la riapertura delle attività di alcune categorie è troppo lontana: ci faremo portatori delle loro istanze, attivandoci con esponenti del governo a livello regionale per accorciare i tempi del lockdown, auspicando l’attivazione immediata di un tavolo provinciale con le associazioni ed i comuni per condividere il percorso della fase 2». A dichiararlo è Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso.

«Detto questo, però, troviamo fuori luogo la posizione della Regione Veneto e del governatore Luca Zaia in particolare. Con una pandemia ancora in corso, questo non è il momento di aizzare le piazze contro qualcuno: bisogna invece che le istituzioni collaborino in modo coerente per dare risposte alle domande dei cittadini - continua Zorzi - Va detto a questo proposito che anche la Regione Veneto deve fare la sua parte: servono misure di sostegno al reddito di quelle categorie che manifestano, analoghe a quelle già adottate in regioni dove il Partito Democratico governa, come Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Campania, ad esempio, con stanziamenti di risorse aggiuntive a quelle statali. Il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti ed il suo vice Andrea Orlando lo hanno detto in modo chiaro: a seguito del Dpcm che fissa le date della fase 2, serve un approfondimento ulteriore sulla base dei dati della curva del contagio per rivederle con differenziazioni regionali».

Sulla stessa linea d'onda anche i commercianti roncadesi che domenica mattina hanno effettuato un sit in in piazza I maggio, a condividere le ragioni della protesta anche il sindaco Pieranna Zottarelli: «Comprendiamo benissimo le motivazioni che hanno spinto i commercianti a scegliere di esprimere il loro dissenso in questa forma, democratica e rispettosa delle distanze di sicurezza. Un sit-in il cui silenzio è stato più che eloquente. La schizofrenia di alcuni provvedimenti e la loro discordanza non hanno fatto che creare ulteriore confusione per le attività produttive che al contrario devono vedere riconosciuto il loro diritto al lavoro e dunque al mantenimento delle loro famiglie e di quelle dei loro dipendenti. In sicurezza le attività produttive devono poter anticipare la riapertura delle attività».

Inoltre già questa settimana si terrà a Roncade un incontro con i commercianti locali per condividere insieme una strategia per la ripartenza e per aiutare le attività a recuperare le conseguenze pesanti che il lockdown ha avuto anche sulle attività roncadesi. «Da parte dell'amministrazione la disponibilità è massima – dice il sindaco - abbiamo già previsto di dare ai nostri commercianti la possibilità di tenere aperto secondo l'orario più ampio possibile e che riusciranno a sostenere. Oltre al rinvio della tassa per l'occupazione del suolo pubblico e alla possibilità gratuita di ampliamento dei plateatici sono allo studio nuove misure che verranno condivise con le attività, già a partire dall'incontro della prossima settimana. Dobbiamo evitare – chiude il sindaco – che i commercianti esasperati debbano consegnare le chiavi ai primi cittadini e lavorare sulla ripartenza per scongiurare la chiusura definitiva di alcune attività. A Roncade nessuno sarà lasciato indietro».  

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