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Bloccati alle Canarie dal Coronavirus: la storia di cinque ragazzi trevigiani

Il gruppo è attualmente costretto a rimanere in Spagna a causa della cancellazione dei voli per l'Italia. Tra loro anche due milanesi

 

Sono bloccati ormai da diverse ore a Lanzarote (Spagna), una delle isole delle Canarie al largo della costa dell'Africa Occidentale, senza possibilità di tornare in alcun modo in Italia. E' questa la disavventura di un gruppo di amici, provenienti da Treviso e Milano, che sarebbe dovuto ripartire per l'Italia nella giornata di giovedì con un volo Ryanair ma che, invece, si trova ora bloccato fronte Oceano Atlantico in attesa di capire le modalità del loro eventuale rientro.

Difatti, a causa della pandemia mondiale legata al Coronavirus, la compagnia aerea low-cost irlandese ha deciso di cancellare tutti i voli in partenza dalla Spagna verso il nord l'Italia, nel caso specifico in direzione dell'aeroporto "Il Caravaggio" di Bergamo-Orio al Serio, lasciando cosi numerosi italiani letteralmente "a piedi" senza possibilità alcuna di rientro. E proprio questo sta accadendo al gruppo di amici, in vacanza a Lanzarote dallo scorso 3 marzo, composto da: Federico Agnoletto (25enne di Treviso), Gianandrea Cavallin (22enne di Treviso), Nicolò Bovinelli (22enne di Treviso), Alberto Spessotto (23enne di Casier), Giordano Sartorelli (22enne di Silea), Alessandro Fiorentino e Mattia Longobardi (entrambi 23enni milanesi di Cornaredo).

«Siamo qui in vacanza a Lanzarote e saremmo dovuti ripartire giovedì per Italia ma non ci è ormai più possibile in quanto tutti i voli sono stati annullati - raccontano i ragazzi - Nel frattempo abbiamo verificato che dal sito della Farnesina viene indicato che i voli dalla Spagna all'Italia sono del tutto operativi, ma purtroppo Ryanair ci ha comunicato che al momento tutti gli aerei ancora usufruibili sono pieni per almeno le prossime quattro settimane verso qualsiasi destinazione del sud Europa e quindi non sappiamo più cosa fare. Abbiamo perciò contattato anche il Consolato locale e il Ministero degli Esteri, ma non ci è stata data nessuna alternativa se non quella di pagare di nostra tasca l'eventuale viaggio di ritorno, semmai trovassimo un mezzo che ci riporti a casa. La televisione spagnola ci ha quindi già intervistato due volte per permetterci di mandare un messaggio all'Italia e far capire il disagio attuale che stanno provando tutti i nostri connazionali bloccati all'estero a causa del Coronavirus. Nel frattempo, l'unica cosa che possiamo fare è quella di dare fondo alle nostre risorse economiche, che iniziano a scarseggiare, fino a data da destinarsi. Ma non vi preoccupate, stiamo comunque bene e, per cercare di sdrammatizzare la situazione, abbiamo appositamente aperto un ironico profilo Instagram (@_losperdidos_) con il quale racconteremo questa nostra incredibile esperienza in attesa di poter riabbracciare le nostre famiglie».

AGGIORNAMENTO DEL 13.03:

«Grazie ai vostri articoli, in queste ore ci stanno scrivendo in centinaia di italiani bloccati anche loro alle Canarie e in Spagna. Adesso stiamo cercando di diventare un punto di riferimento per creare un gruppo unito e deciso a farsi sentire fino in Italia. Ieri ci ha anche intervistato la Tv Canaria e quindi stiamo riuscendo a lanciare il nostro messaggio sempre a più persone. Grazie!»

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