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Centraline idroelettriche, D'Incà (M5S) interroga il Governo: “Stop alle concessioni"

 

Il parlamentare bellunese del Movimento 5 Stelle, Federico D'Incà, ha presentato un'interrogazione per una moratoria nel rilascio delle concessioni già richieste fino all'entrata in vigore del decreto 29/2017: nel provvedimento, che prende le mosse dalla risposta del Governo alla precedente interrogazione del deputato sul torrente Grisol, D'Incà ribadisce la necessità di evitare che le nuove concessioni siano effettuate in contrasto alle norme comunitarie e nazionali.

Il sottosegretario Silvia Velo ha affermato, nella risposta inviata al parlamentare, che “la promozione di una eventuale moratoria sulle derivazioni fino all'operatività delle linee guida risulta superflua, tenuto conto delle scadenze temporali ravvicinate e del cronoprogramma adottato”. Il Governo fa inoltre sapere che, nelle more di applicazione del decreto, il Piano di Gestione delle acque del distretto Alpi Orientali già prevede una misura specifica per la tutela dei corpi idrici in relazione ai prelievi per uso idroelettrico. Il sottosegretario ha affermato inoltre che la misura si basa sull'adeguamento del deflusso minimo vitale a cura delle regioni e delle province autonome.

“Ci hanno fatto notare che le disposizioni sarebbero operative non prima del 2018 – sottolinea il deputato del M5S - il problema è che nel frattempo decine di pratiche continueranno il loro percorso”. In soldoni vi sarà una verifica successiva all'entrata in funzione dell'impianto, che viene comunque autorizzato, senza influenzare il percorso autorizzativo.

“In merito alle tutele dei piccoli bacini montani, queste tutele non valgono né per le 150 domande in istruttoria a Belluno, né per le altre in Veneto – tuona D'Incà - dal momento che nelle misure di tutela adottate nel Piano di Gestione non si indica alcuna metodologia di valutazione e che non esistono indicazioni da parte della Regione Veneto, della Autorità di Bacino e di Arpav, per la valutazione ex ante degli impatti, attualmente in Veneto si continua ad autorizzare impianti in violazione della Direttiva senza valutare adeguatamente il non deterioramento ed il cumulo”. “È fondamentale evitare che le nuove concessioni siano effettuate in contrasto alle norme comunitarie e nazionali – conclude il parlamentare bellunese – quindi ho chiesto con urgenza di promuovere una moratoria nel rilascio delle concessioni già richieste fino alla entrata in vigore del decreto”.

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