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In manette la banda dei bancomat: il covo dei malviventi era a Vazzola

Operazione della squadra mobile di Pordenone e Trieste: decisiva una cimice nascosta all'interno di un'auto rubata

 

PORDENONE Le squadre mobili di Pordenone e Trieste, in collaborazione dei colleghi di Treviso, Vicenza, Verona e Venezia, hanno arrestato all'alba di mercoledì, su ordine del gip di Pordenone Roberta Bolzoni: Teddy Batttistutti, 28enne di Trevignano, Sonny Gabrieli, 22enne di Rosà, Kevin Bosco, 21enne di Gorgo al Monticano e Alan Cassol, 21enne (figlio di Albano Cassol, il malvivente ucciso dal benzinaio Stacchio a Ponte di Nanto il 3 febbraio 2015), di Fontanelle. Tutti devono rispondere di porto e detenzione illegale di esplosivi, riciclaggio, furto aggravato, furto in abitazione, commessi in varie località del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia Romagna nel corso del mese di luglio 2017. La banda utilizzava come covo un'abitazione di Vazzola e una Bmw rubata come mezzo per gli spostamenti in occasione dei colpi: proprio una cimice piazzata dagli investigatori a bordo del mezzo è stata decisiva per scoprire i movimenti dei banditi.

Il 5 luglio 2017:
- trasporto e detenzione illegale in luogo pubblico di materiale esplodente (cariche esplosive dette “marmotte” tipo di esplosivo: polvere pirica), con l’aggravante di aver commesso il fatto nelle immediate vicinanze dello sportello automatico adibito a Bancomat dell’Ufficio Postale di Brugnera (PN);
- tentato furto aggravato in concorso con l’utilizzo di esplosivo (c.d. “marmotta”) allo sportello ATM dell’Ufficio Postale di Brugnera (PN); con l’aggravante dell’aver usato violenza sulle cose e di aver portato indosso esplosivo e di aver commesso il fatto in più di tre persone.
- furto aggravato in concorso presso l’area di servizio Q8 Torre di Mosto (VE), in occasione del quale sono stati asportati svariati pacchetti di sigarette, il fondo cassa e bottiglie di alcolici, con un danno quantificato di oltre 8.000 Euro.

Il 24 luglio 2017:
- in concorso tra loro, al fine di commettere dei furti, portavano illegalmente in luogo pubblico esplosivi (carica esplosiva del tipo c.d. “marmotta”; con l’aggravante dell’aver commesso il fatto in più persone (nr. 4 persone) riunite e travisate, nelle immediate vicinanze dello sportello automatico adibito a bancomat di Veneto Banca di Albignasego (PD).
- tentato furto aggravato con l’utilizzo di esplosivo allo sportello Atm della filiale Veneto Banca, sita a Albignasego (PD). Nel frangente, gli indagati, dopo avere inserito all’interno del dispositivo che eroga il denaro la marmotta, hanno fatto saltare il meccanismo distruggendo il macchinario e cagionando ingenti danni all’interno della medesima filiale.
- furto aggravato di un Mercedes Vito avvenuto in località Albignasego (PD) e di una Ford Focus SW avvenuto in località Polesella (RO).
- tentato furto aggravato in concorso in danno dell’esercizio commerciale denominato “Pit Stop” sito in località Istrana (TV), in occasione del quale dopo aver tentato il furto di forzare la porta di ingresso, hanno poi desistito;

Al termine del raid sopra descritto, alle prime luci dell’alba la BMW utilizzata dagli indagati rientrava in località Visnà (TV), dove CASSOL Alan e BOSCO Kevin venivano bloccati da Personale delle Squadre Mobili di Pordenone e Trieste e tratti in arresto in relazione al possesso di un ordigno esplosivo rinvenuto a bordo della predetta autovettura. BATTISTUTTI Teddy e GABRIELLI Sonny, fino a poco prima a bordo dello stesso mezzo, non venivano intercettati poiché rientrati presso le rispettive abitazioni.

La dr.ssa Roberta Bolzoni ha, altresì, disposto di applicare la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. nei confronti di:
5. CASSOL Laila, nata nel 1974, residente a Verona, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio;
6. GABRIELLI Pamela, nata nel 1996, residente a Verona, priva di precedenti penali;
per aver fornito alla banda supporto logistico e per aver partecipato, in alcune occasioni, come nel caso del furto commesso in data 05.07.2017, anche alla spartizione della refurtiva.
I reati contestati, sulla scorta delle ricostruzioni investigative, evidenziano un consolidato modus operandi, con l’utilizzo di un’auto “pulita” per giungere nel luogo di occultamento della vettura rubata utilizzata per i colpi, l’impego di strumenti artigianalmente fabbricati per far esplodere Bancomat di Istituti di Credito con congegni esplodenti ad elevato potenziale; tali elementi, unitamente ai molteplici precedenti in capo agli indagati, sono indice di particolare attitudine al crimine e di notevole spregiudicatezza nella commissione dei fatti delittuosi contestati.

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