Insieme per il Ghana, la solidarietà che "contagia"

Non ha perso un attimo ha chiamato a casa e da lì è nata una catena, di solidarietà senza confini che ha coinvolto ospedali, scuole, associazioni e anche tantissimi privati gran parte dei quali trevigiani

 

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A migliaia di chilometri dall'Italia, in uno dei paesi più poveri del continente africano, centinaia di ragazzi, molti dei quali con grossi problemi di disabilità, sono tornati ad avere una vita dignitosa grazie allo spirito di solidarietà trevigiano e non solo. Tutto è partito da Enrico Biasutti, dipendente dell'Ambasciata Italiana di Accra. Un uomo dalla profonda sensibilità che in Ghana dedica gran parte del suo tempo libero ad aiutare il prossimo. Ed è stato proprio in una delle tante visite effettuate in istituti che ospitano dei ragazzi disabili che Enrico Biasutti si è subito reso conto della precarietà in cui vivono adulti e bambini.

Non ha perso un attimo ha chiamato a casa e da lì è nata una catena, di solidarietà senza confini che ha coinvolto ospedali, scuole, associazioni e anche tantissimi privati gran parte dei quali trevigiani. Il primo contatto è stato con Laura Antoccia amica nonché dipendente dell'ospedale San Camillo di Treviso che subito ha ottenuto il pieno appoggio di Suor Lancy Ezhupara, direttore amministrativo della struttura, per recuperare materiale ancora in ottimo stato utilissimo per la popolazione africana.

Il bene e la solidarietà uniscono...ed è così che è stata coinvolta anche la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier già attiva nel sociale con l’associazione “Around Us Onlus” che dal 2007 opera in Sierra Leone con l’invio di missioni mediche e di formazione scolastica di tanti giovani. In poco tempo le due strutture sanitarie trevigiane sono riuscite a mettere insieme, per esseri spediti in Ghana, oltre un centinaio di letti, una sessantina di materassi, 4 riuniti per cure odontoiatriche, poltrone e mobilio per arredare gli ambulatori, materiale sanitario vario, 3 diafanoscopi, 3 macchine per fisioterapia, teli e divise sanitarie, ventilatori e anche delle panchine da esterni.

INSIEME PER IL GHANA, che ha visto il coinvolgimento di oltre 140 tra privati, aziende ed istituzioni è stata presentata questa mattina (lunedì 30 aprile 2018) presso la sede istituzionale di Unindustria a Palazzo Giacomelli a Treviso.“Una iniziativa che mette in luce il grande spirito di altruismo e di solidarietà delle imprese e della comunità trevigiane”, dicono da Unindustria Treviso che con entusiasmo ha patrocinato l’iniziativa.

Coinvolta anche la ONLUS "Futuro per tutti" di Arzignano, il cui presidente Diego Olivieri, si è impegnato a finanziare parte della spedizione dei containers; la Diadora, che ha donato dell’abbigliamento sportivo per i ragazzi; il Liceo Classico “A.Canova” che ha spedito in Ghana del materiale scolastico, la Scuola Internazionale di Treviso che oltre a mandare libri e testi didattici ha pensato anche al divertimento dei più piccini inviando un’ altalena e l’Istituto Alberghiero “Cipriani” di Adria, in provincia di Rovigo, che ha donato moltissima cancelleria utile agli alunni ghanesi. E poi ancora uno studio dentistico di Montebelluna che ha donato 2 autoclavi e poi tantissimi privati che attraverso il passaparola hanno contribuito all’invio di abbigliamento per bambini, ragazzi e adulti, scarpe, giochi, biciclette, 2 televisori, lettori dvd e altri oggetti di prima necessità. Tutto il materiale è stato controllato e imballato ed è stato spedito in Ghana con dei container. Due sono già arrivati a destinazione (si allegano foto) e il materiale è già stato distribuito; altri 2 sono in fase di partenza. Non si esclude che ne parta un quinto...

In un primo momento le donazioni sono andate a tre scuole speciali: due di Abor che ospitano una circa 170 ragazzi, 30 dei quali con disabilità lieve. un’altra, la ‘Good Samaritan Home’ di Adidome, che si dedica al sostegno di 22 ragazzi con forte disabilità. Anche grazie all’arrivo del materiale dall’Italia, la struttura a breve verrà ampliata per ospitare almeno una 40 ina di ragazzi. Poiché il materiale donato è stato moltissimo Enrico Biasutti ha cercato altre realtà bisognose di aiuto, in particolare gli ospedali in cui servivano strumentazioni essenziali per la cura dei pazienti: Parte del materiale, quindi, è stato distribuito anche ai tre ospedali delle città di Kumasi, Saboba ed Axim; a 2 villaggi, quello di Saboba e quello di Axim con materiale vario; alla comunità di Don Bosco che si occupa di recupero giovani, alla quale è stato dato vestiario, in particolar modo quello sportivo.

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