Agricoltura veneta: per il futuro del Prosecco serve costruire un sistema “territorio” coeso

Oltre 150 produttori delle Terre del Prosecco si sono riuniti, nella prestigiosa Università di Agraria di Conegliano per confrontarsi sulle prospettive del sistema

Il sistema “Prosecco” al centro del confronto, svoltosi lunedì 18 novembre nella prestigiosa Università di Agraria di Conegliano, tra oltre 150 produttori per delineare le linee di sviluppo per il futuro del comparto. Il confronto attivato da illustri relatori intervenuti ha individuato, a fronte di una fase stazionaria del consumo interno e nuove minacce internazionali alla crescita dell’export, tre focus sui quali deve costruirsi la strategia di sviluppo del brand ‘Prosecco’: turismo, marketing e qualità.

Il convegno tecnico, promosso dagli Agricoltori Italiani CIA Treviso con l’obiettivo di affrontare le tematiche della valorizzazione del territorio e delle produzioni del Prosecco dopo il recente riconoscimento della Colline di Conegliano-Valdobbiadene a Patrimonio UNESCO, ha visto la partecipazione di numerose realtà del territorio che sono parte attiva nello sviluppo dell’area, quali la Banca di Credito Coopertivo Prealpi Sanbiagio, la Camera di Commercio di Treviso e Belluno e il Comune di Conegliano. “Quello che abbiamo oggi è un prodotto di qualità legato a un territorio fortemente cesellato dall’azione antropica e in particolare da quella agricola, che lo ha trasformato, lo cura e lo tutela. – apre il confronto Giuseppe Facchin, Presidente CIA Treviso – È nostra responsabilità continuare a lavorare per tutelare e valorizzare questo patrimonio naturale, umano e produttivo".

“I numeri dopo il riconoscimento UNESCO ci parlano di numero che potrebbero superare il milione e mezzo di turisti – dichiara Claudio Toppan, vicesindaco del Comune di Conegliano – Il legame tra prodotto e la bellezza del nostro territorio è un connubio eccezionale che ci permetterà di rendere il turismo un’attività trainante per il nostro territorio". Gli illustri che si sono succeduti, tra i quali Denis Pantini, Wine Monitor di Nomisma, Luigi Galletto dell’Università di Padova, Iole Piscolla, responsabile area turismo e eventi dell’Associazione Nazionale Città del Vino e Antonio Motteran, docente di marketing e sale management alla Fondation ITS Academy, hanno posto un forte accento sulle prospettive di sviluppo del Prosecco nei mercati esteri, andando a identificare alcune possibili linee di sviluppo per promuovere il valore del territorio attraverso nuove strategie di marketing.

IL TURISMO LA CHIAVE DELLO SVILUPPO - Dal confronto è emerso che la principale linea di crescita per l’area Prosecco sarà quella legata al Turismo. Importante sarà quindi che tutti il sistema sia coeso attorno alla strategia comunicativa della promozione della qualità e dell’unicità di prodotto e territorio. “I produttori devono essere pionieri di una nuova forma di accoglienza turistica capillare nel territorio. – dichiara Giuseppe Facchin, Presidente CIA Treviso – Per riuscire a cogliere le nuove opportunità legate al turismo servono formazione e competenza: questa è la nuova sfida per le nostre aziende".

“Godiamo di una reputazione importante e la nostra attenzione deve esser quella di non rovinarla.  – esordisce Gianmichele Passarini Presidente CIA Veneto – La nostra prossima sfida è quella dell’etichettatura del prodotto e la ricerca avrà un ruolo chiave per lo sviluppo in quanto potrà fornirci gli strumenti per continuare ad innovare e continuare a migliorare i nostri sistemi produttivi verso una sempre maggiore sostenibilità ambientale".

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