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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Attualità Montebelluna

Bufera sul neo assessore Marin, il sindaco: «Dimostrerà la sua serietà»

Scuse pubbliche dopo il caso scoppiato a Montebelluna pochi giorni dopo le elezioni. Otto anni fa su Facebook aveva pubblicato frasi gravissime contro l'ex ministra Kyenge, capi di Stato e zingari

«Mi scuso per quanto ho detto otto anni fa in un momento di grande fragilità. Vi chiedo solo di giudicarmi per quello che potrò fare a favore della nostra città. Non trattatemi come un mostro, sono una persona normale. Scusate ancora». Andrea Marin, neo assessore allo Sport e alle Politiche giovanili di Montebelluna, si rivolge con queste parole ai suoi concittadini dopo la bufera social che l'ha travolto in queste ore per gli insulti e le frasi razziste, pubblicate in passato sul suo profilo Facebook.

Parole molto pesanti, pubblicate tra il 2013 e il 2014, contro ex Ministri e capi di Stato, tutte riemerse dai social pochi giorni dopo i risultati delle ultime elezioni comunali. Nei post pubblicati da Marin si leggono insulti razzisti all'ex ministra Kyenge, giochi di parole sessisti usando il cognome di Laura Boldrini, vari insulti a Monti e Napolitano e infine bestemmie indirizzate agli zingari di Biadene.  Materiale sufficiente per far esplodere la polemica in città con le opposizioni già pronte a chiedere le dimissioni del neo-assessore.

Marin ha ricevuto in queste ore la vicinanza del sindaco Adalberto Bordin: «Premesso che quelle pubblicate sui social dall’assessore sono frasi in nessun modo condivisibili, sottolineo che si tratta di esternazioni fatte 8 anni fa quando l’autore in questione era un privato cittadino, senza alcun ruolo istituzionale. Si tratta di manifestazioni che, come ho avuto modo di appurare con l’interessato, sono state fatte in un momento di fragilità personale per il quale l’autore ha avuto modo di scusarsi. Sbagliare è umano e credo che nessuno abbia il diritto di condannare una persona che, a fronte di un errore commesso molti anni fa in un momento di fragilità, si è scusata senza chiedere attenuanti. Sarà lui a dover dimostrare la determinazione e la serietà con cui porterà avanti l’operato amministrativo. Rammarica però - conclude Bordin - che lo stesso clamore non sia stato riservato in passato ad altri esponenti politici locali dell’opposizione che, ripetutamente hanno insultato sui social (e non solo) l’amministrazione comunale, la città ed i montebellunesi con un linguaggio offensivo, se non addirittura violento».

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