Antenne per il 5G: «Rischi altissimi per la salute, serve più precauzione»

La deputata Sara Cunial, intervenuta a Borso del Grappa, si è schierata apertamente contro i rischi altissimi provocati dall'installazione di antenne e ripetitori sul territorio

«Sempre più studi nazionali e internazionali dimostrano come i campi elettromagnetici possano avere effetti devastanti per la salute pubblica e l’ambiente». A dirlo è Sara Cunial, deputata del Gruppo Misto intervenuta, insieme a Laura Masiero (presidente di A.P.P.L.E.) e alla dottoressa Fiorella Belpoggi (direttrice del centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni) nella serata organizzata dall'associazione Natura e Vita a Borso del Grappa.

«Come illustrato all’evento i recenti studi pubblicati dal centro per ricerca sul cancro dell'istituto Ramazzini non fanno altro che evidenziare ancora una volta la pericolosità di queste nuove tecnologie, correlate a un aumentato rischio di tumori, sia alla testa che schwannomi, il più pericoloso dei quali è il tumore cardiaco – afferma Cunial – Tali risultati sono ormai talmente convalidati e condivisi dalla comunità scientifica internazionale da portare i ricercatori alla conclusione che è tempo di aggiornare la classificazione Iarc traslando la categoria di riferimento di queste nuove tecnologie da probabile cancerogeno e cancerogeno certo. Per questo – continua Cunial –  abbiamo chiesto a gran voce alle amministrazioni locali e ai sindaci presenti di Borso del Grappa, Castelcucco, Romano d'Ezzelino e al Presidente Unione Montana di rispettare il principio di precauzione e di agire a tutela della salute della propria cittadinanza altrimenti costretta a subire h24 le antenne predisposte dal progetto dell’Unione montana del Grappa. Magari il principio di precauzione fosse stato adottato nel caso Pfas – prosegue Cunial – si sarebbero così salvate dalla contaminazione oltre 350mila persone e la falda acquifera più grande d'Europa. Le soluzioni meno impattanti ci sono e devono essere prese in considerazione. Ma soprattutto – conclude Cunial – ci deve essere la volontà di confrontarsi con la cittadinanza e agire nell’interesse della collettività che si rappresenta. Come ci insegna la vicenda di Malles, dove un sindaco attento alla salute pubblica ha proposto un referendum per vietare i pesticidi sul territorio comunale, quando le amministrazioni agiscono nella tutela del diritto e della Costituzione e sono sorrette dalla volontà popolare, si può vincere, anche sulla Corte dei Conti. Questa – conclude Cunial – è la strada da seguire: condivisione delle decisioni, diffusione delle informazioni ed innovazione a vantaggio della collettività».

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