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Venerdì, 27 Gennaio 2023
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Fregona, Zaia inaugura l'agrialloggio Antica Gastaldia

Lunedì 28 novembre il taglio del nastro: a fare gli onori di casa l’imprenditrice agricola Katy Mastorci, titolare dell’azienda agricola Reghét nella frazione di Osigo

Inaugurato lunedì mattina, 28 novembre, l’agrialloggio Antica Gastaldia, ricavato dal restauro di un antico fienile di proprietà dell’azienda agricola Reghét, a ridosso dei resti della Gastaldia di Osigo, sede del gastaldo locale che governava il territorio in nome dei nobili veneziani Piazza.

A fare gli onori di casa l’imprenditrice agricola Katy Mastorci, titolare dell’azienda agricola Reghét, che ha accolto le molte autorità invitate per l’evento: Luca Zaia, Governatore della Regione Veneto; Patrizio Chies, Sindaco di Fregona; Marina Montedoro, Direttrice Coldiretti Veneto; Giorgio Polegato, Presidente Coldiretti Treviso; Giuseppe Carlet, Presidente GAL Altamarca e Francesca Bertolin, Presidente della Pro Loco di Fregona. Ospiti d’onore sono state anche le pecore alpagote e sarde, un gregge di 90 capi che Katy e il marito Manuel portano al pascolo sulle rive di Fregona 365 giorni all’anno, contribuendo allo sfalcio dei prati e alla manutenzione del difficile territorio collinare in accordo con la comunità locale, dove Katy Mastorci è cittadina attiva, come Assessore all’Ambiente e Vicesindaco del Comune di Fregona. L’imprenditrice agricola ricopre anche la carica di Responsabile del Movimento Donne Impresa di Coldiretti Treviso e Consigliera del Distretto del Cibo Gal Altamarca.

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I commenti

«Sempre più persone desiderano vivere esperienze autentiche a contatto con la natura: noi offriamo diversi percorsi esperienziali, dalla degustazione in vigna al pascolare il gregge sui prati e le rive di Fregona fino alla caseificazione. Da qui il pensiero di offrire loro anche un alloggio di pregio e autentico, come i prodotti che creiamo con le materie prime certificate biologiche della nostra azienda agricola» ha spiegato Katy Mastorci, titolare dell'azienda agricola Reghét.

«La voglia delle persone di visitare posti dove la Natura la fa da padrona è cresciuta in maniera evidente negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia. Fregona, con i suoi luoghi spesso ancora incontaminati alle pendici del Cansiglio, si presta perfettamente a questo tipo di turismo “slow”: lo dimostra il numero di turisti che sempre più ci fanno visita sia dalle altre parti d’Italia ma anche dal resto d’Europa e non solo. Per questo motivo siamo orgogliosi quando nuove strutture ricettive come l’Antica Gastaldia aprono, offrendo non semplicemente un posto dove dormire ma anche dei momenti per assaporare e conoscere il nostro territorio, contribuendo alla sua crescita» ha aggiunto il sindaco di Fregona, Patrizio Chies.

Azienda agricola Reghét

L'azienda agricola Reghét, oltre all’allevamento ovino, pratica anche la viticoltura, coltivando uve Glera, Pinot Grigio, Chardonnay e Pinot Nero certificate biologiche. Produce vino, miele, lana, carni di agnello d’Alpago Presidio Slowfood e formaggi di pecora nel mini caseificio a Piccola Produzione Locale. La scelta di aprirsi all’ospitalità è nata dalla crescente richiesta di turismo esperienziale, attività che Katy e il marito già praticano per adulti e bambini, grazie anche al riconoscimento di Fattoria Didattica.

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L'agrialloggio Antica Gastaldia

Dalla sapiente ristrutturazione di una antica stalla con annesso fienile situata accanto alla casa dove abitano Katy e il marito Manuel, è stato realizzato un raffinato agrialloggio con 4 posti letto: sorge a ridosso dei resti della Gastaldia di Osigo, dove viveva il gastaldo, funzionario incaricato a governare il territorio in nome dei nobili veneziani. Il tutto all’interno di un piccolo panoramico borgo in cui i Signori Piazza, veneziani, amavano soggiornare già nel 1400. All’interno gli elementi di arredo sono stati studiati per mantenere il legame con le tradizioni e per non stravolgere e dimenticare la storia del luogo, come le piccolissime finestrelle corrispondenti alle postazioni delle vacche che un tempo abitavano la stalla, o il parapetto in legno sul soppalco che ricorda il vecchio tabià, o ancora l’antica e autoctona stufa in cotto, utilizzata un tempo per la bachicoltura.

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