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Per una nuova antropologia del cibo: gli alimentaristi di Confcommercio si riscoprono

Fruttivendoli, panificatori e macellai si sono ritrovati a “tavola col filosofo” per riflettere sul mestiere del commerciante del settore alimentare

E’ ripartita alla grande la stagione formativa del gruppo unico alimentare Confcommercio, che in provincia associa alimentaristi, fruttivendoli, panificatori, macellai. Si sono ritrovati a “tavola col filosofo” per riflettere su un mestiere, quello del commerciante del settore alimentare, che resiste al mercato, si adatta alle trasformazioni del consumatore e regala piaceri, sapori ed emozioni, stabilendo relazioni uniche col cliente. Distintività, qualità, onestà, competenza, passione, sono i tratti dell’ alimentarista moderno, che ha, in molti casi appreso il mestiere nella bottega del padre o del nonno, riuscendo a trasformarla in una esperienza che crea legami e relazioni. “Dimmi dove compri e ti dirò chi sei”: potrebbe essere questo il tratto del consumatore del terzo millennio, sempre più attento al cibo sano e di qualità. L’incontro è stato presieduto dal presidente del Gruppo Riccardo Zanchetta, testimone di una importante tradizione casearia della Marca trevigiana. Hanno partecipato il filosofo Aldo Trivellato, il vicepresidente Confcommercio Federico Capraro e il direttore Vincenzo Monaco.

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