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Cade in casa di riposo, anziana in coma da un anno

Il drammatico incidente è avvenuto alla “Domenico Sartor” di Castelfranco: la Procura indaga un’operatrice per lesioni personali colpose ai danni di un ottantunenne di Vedelago

Avevano affidato la mamma invalida a quella struttura proprio perché certi che l'avrebbero seguita a dovere, e invece gli operatori l’hanno fatta volare per terra dal sollevatore, con conseguenze letali: l'anziana da allora è in coma e non si riprenderà più.

L’ennesimo incidente in casa di riposo è successo un anno fa a Castelfranco Veneto. R. M., ottantunenne di Vedelago, affetta dal morbo di Alzheimer, con grave deficit motorio di tipo parkinsoniano, e dunque totalmente non autosufficiente, dal 2016 era ospite al Centro Residenziale per Anziani “Domenico Sartor” di Castelfranco. Il 3 ottobre 2017, però, spostando la paziente dalla carrozzina al letto di degenza con un solleva-persone, gli operatori l'hanno fatta cadere a terra: a riferirlo ai figli la stessa coordinatrice del nucleo dov'era ricoverata R. M., nella telefonata con cui li ha informati del fatto. Nella caduta l'ottantunenne ha riportato un grave trauma cranico oltre a numerose altre lesioni che hanno richiesto l'immediato accesso al pronto soccorso di Castelfranco e il successivo ricovero in Neurologia, per l’aggravamento del quadro clinico. In poche ore, a causa dell'emorragia cerebrale in atto, la paziente è entrata in coma. Il 16 ottobre è stata spostata al reparto di Lungodegenza e l'8 novembre è stata dimessa dall’ospedale e riportata al Centro anziani, ma da allora non è più uscita dal coma e le possibilità che si riprenda sono praticamente nulle.

Ripresi dallo shock, e non sapendo capacitarsi di come possa essere accaduto un incidente del genere in una struttura specializzata nella gestione dei pazienti con gravi forme di demenza, come riportato nel sito della Sartor, i figli della donna, attraverso il consulente personale Diego Tiso, si sono rivolti a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, e hanno presentato una denuncia-querela presso i carabinieri di Vedelago, chiedendo che “sul triste fatto occorso a nostra madre siano effettuate le opportune indagini da parte della competente autorità giudiziaria, affinché eventuali responsabilità penali in capo al personale sanitario della struttura siano accertate e perseguite nei modi di legge”. Il Pubblico ministero della Procura di Treviso, Giulio Caprarola, ha aperto un fascicolo e iscritto nel registro degli indagati per il reato di lesioni personali colpose un’operatrice di trent'anni, M. P: il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari.

I familiari dell’anziana in questa delicata e triste vicenda hanno sempre tenuto un profilo basso mantenendo la massima riservatezza, ma a un anno di distanza hanno deciso di denunciare il caso a fronte dell’atteggiamento della casa di riposo e della cooperativa sociale “L’Incontro”. Nessuno, infatti, disconosce l’accaduto, ma di fronte alla richiesta di Studio 3A per conto dei propri assistiti di assumersi le proprie responsabilità ai fini risarcitori, dalla Sartor asseriscono che deve risponderne esclusivamente la cooperativa che aveva in appalto la gestione del nucleo dov’era ricoverata la paziente, l’Incontro appunto, mentre la compagnia assicurativa di quest’ultima respinge ogni tentativo di addebito esclusivo dell’evento in capo agli operatori della cooperativa in forza della giurisprudenza e della legge in materia di responsabilità sanitaria, chiamando in causa la struttura. «Qui non si tratta tanto di una questione di risarcimento, quanto piuttosto di principio: da un anno c’è un’anziana in coma irreversibile e nessuno intende risponderne. Nessun colpevole» commentano i difensori dei familiari dell'anziana in coma.

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