Guarisce dal Coronavirus e lancia un appello ai giovani: «Evitate la movida»

Valentina Rubert, giovane pallavolista e sportiva trevigiana, è rimasta intubata tre giorni e ricoverata per 20 all'ospedale Ca' Foncello. «Non è un'influenza, siate responsabili»

Valentina Rubert, la giovane guarita dal Coronavirus.

Valentina Rubert 37 anni, allenatrice del minivolley e della formazione Under 12 della Pallavolo Motta di Livenza è una delle pazienti più giovani ad aver contratto il virus nella Marca. La sua video-testimonianza è stata mostrata durante il focus sul rispetto delle norme contro la diffusione del contagio organizzato oggi, giovedì 21 maggio, dall'Ulss 2 Marca Trevigiana.

«Sono stata ricoverata venti giorni al Ca' Foncello di Treviso - racconta la giovane - Per una settimana sono rimasta nel reparto di Terapia intensiva e, quando le mie condizioni di salute si sono aggravate, sono stata intubata per tre giorni di fila. Sono una sportiva, gioco a pallavolo da 25 anni e non avrei mai immaginato che il virus mi potesse colpire così violentemente. Non è una banale influenza e non colpisce solo anziani e malati. E' un mese e mezzo che sono a casa e dovrò ancora convivere nei prossimi mesi con le conseguenze della malattia. Ai giovani chiedo ancora un po' di sacrificio. Ci vuole molta pazienza, seguite tutte le disposizioni che sono state date ed evitate di fare assembramenti come ho visto in questi giorni. So che è un momento difficile, avreste voluto uscire tutti quanti però dobbiamo farcela restando uniti. Fatelo per voi in primis ma anche per i vostri familiari che non potrebbero starvi vicino se foste positivi al virus. Cerchiamo di aiutarci tutti quanti assieme».

L'appello dell'Ulss 2

«Le immagini della movida che ho visto in questi giorni nei bar del Veneto mi hanno fatto paura e temo che questi comportamenti possano ripetersi anche nel weekend in arrivo. Non è facile parlare di regole ai giovani ma spero che le mie parole vengano ascoltate».

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Francesco Benazzi, direttore dell'Ulss 2 Marca Trevigiana, è tornato a rivolgersi ai giovani trevigiani nella mattinata di oggi, giovedì 21 maggio. Insieme a lui è intervenuto anche il dottor Antonio Farnia, primario della Rianimazione del Ca' Foncello. «Voglio parlare ai ragazzi come medico e non come direttore generale dell'Ulss 2, ecco perché indosso il camice - ha esordito Benazzi -. L'ordinanza del Veneto è stata più estensiva rispetto al Dpcm del Governo ed è per questo motivo che dobbiamo essere ancora più prudenti nell'evitare che il virus torni a diffondersi. Certo, negli ultimi due mesi la nostra economia è andata in crisi, ma l'emergenza medica resta di primaria importanza. Stiamo vincendo la più grande sfida sanitaria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, riuscendo ad aver quasi debellato del tutto il contagio. Negli ospedali del nostro distretto abbiamo avuto: 460 ricoveri a Treviso, 61 a Oderzo, 169 a Conegliano, 207 a Vittorio Veneto, 80 a Montebelluna e 76 a Castelfranco Veneto per un totale di 1053 persone Covid-positive ricoverate. I dati sulle terapie intensive sono ancora più preoccupanti: 63 i ricoverati a Treviso 10 a Oderzo 35 a Conegliano, 20 a Vittorio Veneto e 19 a Montebelluna per un totale di 147 persone. Oggi sta andando bene ma vogliamo che questo trend positivo continui anche nei prossimi mesi grazie a voi e all'enorme lavoro fatto dal personale sanitario. Siamo arrivati ad avere zero pazienti ricoverati in terapia intensiva ma la crisi non è finita. Il Covid-19 è un virus subdolo però è molto più pericoloso il virus dell'individualismo e del menefreghismo. Ai giovani dico: il senno di poi non serve a nulla, se le regole sono state istituite vanno rispettate: dagli ospedali fino ai locali. L'epidemia non si spegne da sola. Vi chiediamo di essere nostri alleati: usate i social per parlare di amore e rispetto verso gli altri.

Cercate di rispettare sempre la regola delle 3 M: Metro di distanza, Mascherina da usare quando si esce e Mani sempre pulite o igienizzate. Tre "M" da rispettare per non morire. Grazie ancora a tutti» ha concluso il direttore generale. Il dottor Antonio Farnia, primario della Rianimazione del Ca' Foncello ha concluso con queste parole: «Mi rivolgo ai ragazzi della movida che pensano: "a me non succederà mai". Non è così. Questo virus è una roulette russa, colpisce tutte le fasce d'età. Passa dalle vie aeree ai polmoni. Non si riesce a ossigenare i muscoli e rende davvero difficile sia dormire che mangiare. I pazienti a cui è andata sono finiti in Pneumologia e per molti è stato necessario il ricovero in Terapia intensiva, ultimo stadio per cercare di curare il virus. Come medici siamo molto sconfortati perché in tantissimi casi il virus riesce a distruggere l'intero sistema polmonare senza che si possa far nulla per fermarlo. Tutto questo capita indipendentemente dal nostro lavoro. Non c'è un'età precisa. Il virus può colpire tutti. Siate prudenti».

Il video della conferenza stampa

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