Distanti ma uniti, Arep sociale rilancia le attività in forma digitale

Sono state attivate, per le famiglie che hanno la possibilità di accedere ai mezzi informatici, videochiamate atte a proseguire gli obiettivi dei progetti individuali stabiliti all’inizio dell’anno per i singoli utenti

Arep ha intensificato le proprie attività on line

Da più di un mese, in ottemperanza ai Decreti Ministeriali in tema di contenimento della diffusione del CoVid-19, anche il centro Arep Sociale ha sospeso le attività con l’utenza per non incorrere in situazioni di contagio e non mettere a rischio la salute dei numerosi ragazzi e adulti con disabilità che frequentano quotidianamente i laboratori.
Le attività di Arep Sociale, però, non sono mai terminate veramente. «Dopo il via libera del Consiglio Direttivo, gli operatori si sono fatti promotori di attività di vario genere per coinvolgere gli utenti, raggiungendoli direttamente nelle loro case attraverso piattaforme digitali. In un momento di squilibrio emotivo e occupazionale così grande – affermano gli operatori – possiamo solo immaginare quanta frustrazione, preoccupazione e noia possano aver affrontato i nostri ragazzi e le loro famiglie. Per questo vogliamo farci portavoce di occasioni di partecipazione, integrazione e gioia, fosse anche per sgravare le famiglie per qualche ora».

Il team professionale di Arep Sociale, attualmente formato da due educatrici professionali, una maestra d’arte e una terapista occupazionale, supportato dalla direzione amministrativa e dagli altri operatori, propone l’accesso a tutta l’utenza alla piattaforma online “Google Classroom” da cui ciascuno potrà scaricare le attività più interessanti. Attualmente alcune delle attività caricate sono esercizi per la motricità fine sotto forma di gioco e attività di pregrafismo pensate per i ragazzi più giovani, in modo da non perdere le abilità apprese durante il percorso scolastico, ma anche link utili alla visita online dei più famosi musei d’arte del mondo per garantire il proseguo del corso di arte tenuto dalla maestra d’arte per utenti adulti.
Inoltre sono state attivate, per le famiglie che hanno la possibilità di accedere ai mezzi informatici, videochiamate atte a proseguire gli obiettivi dei progetti individuali stabiliti all’inizio dell’anno per i singoli utenti. In questo modo è stato possibile individuare le occupazioni più significative per la persona e agire sulla facilitazione del compito, l’organizzazione dello spazio e del materiale, calando l’attività direttamente all’interno dell’ambiente domestico. Fondamentale, per lo svolgimento di questi progetti, il supporto e la disponibilità delle famiglie e dei caregivers che si sono messi a disposizione rivelandosi risorsa preziosa per i ragazzi e gli adulti con disabilità, ma anche per il buon risultato dei progetti attivati.

È in programma anche l’attivazione di un numero dedicato per garantire alle persone che in casa propria si ritrovano sole una voce amica, un confronto professionale e un sostegno in questo momento così delicato. Attualmente questo è stato possibile solo con i numeri e i mezzi personali degli operatori che, consapevoli delle richieste in crescita, hanno deciso di attivarsi in modo più sistematico per garantire il servizio a quante più persone possibili. Non ultimo è attivo un servizio di consegna a domicilio per far arrivare direttamente alle case dell’utenza il materiale necessario al prosieguo delle attività, adeguatamente disinfettato e sanificato: telai per le signore che ricamano, legno da levigare per i falegnami, tele e colori per i ragazzi che dipingono.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Zaia, nuova ordinanza: «Capienza ridotta in negozi e centri commerciali»

  • Guida Michelin 2021: i ristoranti stellati nel trevigiano

  • Covid, nuova ordinanza di Zaia: «Riapriamo i negozi di medie e grandi dimensioni al sabato»

  • Una settimana di agonia dopo il malore, morto Remo Sernagiotto

  • Festa in casa con 42 persone, vicini chiamano i carabinieri

  • A Monastier il primo punto tamponi privato: «Accesso senza prenotazione»

Torna su
TrevisoToday è in caricamento