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Fermi della produzione e problemi organizzativi: sciopero e presidio alla Dalbello di Asolo

Mobilitazione indetta dalle Rsu e dalla Femca Cisl Belluno Treviso: più di un centinaio di lavoratori si sono raggruppati davanti alla storica fabbrica di scarponi da sci

Fermi produttivi, problemi organizzativi, comunicazioni scarse e non esaustive ai lavoratori, contratti somministrati non rinnovati. Sono queste le ragioni che hanno portato la Rsu della Dalbello di Asolo e la Femca Cisl Belluno Treviso a proclamare per la giornata di oggi, mercoledì 1° febbraio, uno sciopero di 2 ore e un presidio che questa mattina ha raggruppato davanti alla storica fabbrica di scarponi da sci più di un centinaio di lavoratori.

Massiccia infatti l’adesione da parte dei 190 dipendenti, di cui 45 somministrati: il 70% ha incrociato le braccia per chiedere all’azienda risposte concrete sui problemi portati all’attenzione dei vertici dell’impresa dalla Femca Cisl. In particolare, nel mirino del sindacato c’è la scarsa organizzazione del lavoro in alcuni reparti, che ha portato a fermi produttivi, determinando ritardi sulle consegne della merce e anche cancellazioni di ordini da parte dei clienti.

«Abbiamo incontrato l’azienda lo scorso ottobre» spiega Simona Puzzo della Femca territoriale «e ci era stato garantito che nell’arco di un mese e mezzo ci sarebbe stato un miglioramento dell’organizzazione del lavoro, della produzione e degli spazi in assemblaggio, tampografia e stampaggio. Ma le cose sono andate diversamente: le promesse sono state disattese e la situazione è precipitata dopo Natale, quando la riapertura è stata posticipata dal 9 al 10 gennaio e sono state poi annunciate 4 giornate di sospensione per i reparti di assemblaggio e, parzialmente, per quelli di tampografia e per il magazzino, mentre ai lavoratori dello stampaggio veniva chiesto di fare dello straordinario, con continui cambi di stampi e una totale disorganizzazione della produzione. A ciò va aggiunta la scarsità di componenti e materie prime, che però non è la causa primaria di questi stop produttivi, da attribuire invece a falle organizzative».

Forti il disagio e la preoccupazione dei lavoratori per il futuro dell’azienda. «Le risposte dei vertici di Dalbello sono vaghe e non rassicurano i dipendenti» spiega Puzzo «anche alla luce del fatto che i lavoratori somministrati assunti in gennaio con la possibilità di proroghe e assunzioni sono in scadenza e non verranno rinnovati, il che non è buon segno. Tutti si chiedono cosa stia succedendo alla DalBello, che nel frattempo continua a rassicurarci dicendo che gli ordini non mancano e che l’azienda è solida».

Oltre il 70% dei dipendenti ha aderito allo sciopero di oggi e più di un centinaio di lavoratori ha partecipato al presidio davanti allo stabilimento, rivendicando principalmente chiarezza nelle comunicazioni e una maggiore organizzazione del lavoro e coordinamento produttivo fra i reparti.

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