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Nell'anno del cibo italiano le specialità dolomitiche e i vini dei colli asolani si incontrano

Simbolo dell'unione due quadri tra i più celebri ed emozionanti del pittore cadorino Guglielmo Talamini, di cui ricorre quest’anno il centenario dalla morte celebrato con due mostre complementari ad Asolo e a Pieve di Cadore

ASOLO Sono numerose in questa estate le iniziative collaterali alla mostra dedicata al pittore cadorino, “Guglielmo Talamini, 1918 – 2018: le origini, l’arte, la solitudine tra le Dolomiti e Asolo”, che si sviluppa tra il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore (Belluno) e il Museo civico di Asolo (Treviso): tra queste anche la serata di degustazione a Vodo di Cadore (Belluno) promossa in collaborazione con il ristorante stellato Al Capriolo. L’evento sarà l’occasione per assaggiare i piatti ispirati al quadro “Ezio e l’arancia”, e sorseggiare Asolo Prosecco Superiore Docg nella bottiglia special edition con la riproduzione del dipinto “Vendemmia Asolana”, prodotto dall’Azienda agricola Dal Bello. Saranno due quadri tra i più celebri ed emozionanti del pittore cadorino Guglielmo Talamini, di cui ricorre quest’anno il centenario dalla morte celebrato con due mostre complementari ad Asolo e a Pieve di Cadore, a suggerire i gusti e i profumi della cena a tema promossa dalla Magnifica Comunità di Cadore in collaborazione con i Comuni di Asolo (Treviso) e Vodo di Cadore (Belluno) al Ristorante Al capriolo di Vodo di Cadore giovedì 30 agosto alle 20.30, in occasione dell’Anno del cibo italiano 2018. Il menù sarà infatti ispirato al dipinto “Ezio e l’arancia” (pastelli su cartone pressato, 1911, fu esposto alla mostra fiorentina del bambino del 1911), esposto al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve, e affiancato dall’Asolo Prosecco Superiore Docg dell’Azienda agricola Dal Bello, che ha realizzato in occasione del centenario di Talamini la bottiglia limited edition che arreca sull’etichetta la riproduzione di “Vendemmia asolana” (olio su tela, 1914), opera grande dell’artista ora in mostra ad Asolo.

È l’arte a riconoscere per prima la valenza culturale del cibo, il suo valore simbolico, sociale ed estetico, oltre che vitale, dall’epoca greco - romana fino all’avvento del barocco e al contemporaneo. Così il Ministero per i beni e le attività culturali, insieme al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, hanno voluto stimolare l’unione di eccellenze del nostro paese. L’iniziativa in memoria di Guglielmo Talamini promossa dalla Magnifica Comunità di Cadore e dai Comuni di Asolo e Vodo di Cadore, che ha visto la realizzazione di due mostre e la valorizzazione dell’abitazione natale del pittore a Vodo, vuole inserirsi anche nel contesto di eccellenza enogastronomica tra le Dolomiti e Asolo. Il menù prenderà spunto dall’arancia che il piccolo Ezio stringe in mano nel delicato ritratto di Talamini: tra i piatti proposti si potranno così assaggiare la Crocchetta di triglia rossa, vellutata di finocchi, arancia e bottarga, come pure i Tortelli ripieni di burrata affumicata, crema di zucchine dell’orto e agrumi.

La serata sarà impreziosita dalla presenza di Massimo De Grassi, storico dell’arte e curatore del catalogo della duplice mostra (in vendita al Museo civico di Asolo e al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore), che approfondirà gli aspetti di maggior valore della pittura di Talamini, con particolare attenzione alle due opere ispiratrici della degustazione. Per informazioni e prenotazione obbligatoria: Ristorante Al Capriolo, tel. 0435 48 92 07

Le due mostre. L’esposizione di Pieve di Cadore è incentrata sulla riscoperta delle origini cadorine e montane del pittore, che rappresenta il pioniere dell’arte del Novecento nell’alta provincia di Belluno. Egli è testimone e narratore dei paesaggi e dei volti della gente cadorina della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento e l’esposizione di Pieve permette al visitatore di conoscere i volti e gli spaccati di vita rurale del primo Novecento, in un’analisi completa dell’opera di ricerca sul paesaggio delle Dolomiti venete. Talamini racconta la sua terra natia immortalandone i paesaggi e soprattutto le genti, indagando sui volti segnati dal tempo e dai sentimenti; i suoi ritratti sono particolarmente intensi, in essi riesce a cogliere le sfumature degli sguardi e a intravvedere i pensieri di cui gli occhi sono specchio. L’esposizione si sviluppa seguendo due grandi tematiche: “Il Cadore, la famiglia, la sua gente” e “Il paesaggio dolomitico”.

L’esposizione di Asolo è incentrata sulla ricostruzione storico - artistica attorno all’opera simbolo del periodo asolano, “La vendemmia asolana”, una tela di grandi dimensioni in cui è sintetizzata l’intera parabola artistica del pittore: dalla ricerca condotta sul paesaggio, realizzato con sfumature di colore, allo studio della dimensione rurale e contadina, che pian piano stava scomparendo, all’inserimento del divino attraverso la rilettura della mitologia classica. Partendo dall’opera è possibile ripercorrere lo studio sulla figura e sul paesaggio, passando dai volti degli abitanti di Asolo all’analisi della luce della natura, dalle sperimentazioni audaci influenzate dalle avanguardie di primo Novecento alla riscoperta della figura classica, tratta dal repertorio delle muse mitologiche. La mostra asolana approfondisce quattro filoni tematici: “Guglielmo Talamini e Asolo”, “La vendemmia asolana e il tema delle muse”, “La luce della natura” e “Sperimentazioni”.

La duplice mostra non costituisce solo l’occasione per approfondire la conoscenza dell’arte veneta del Novecento e per scoprire la pittura di uno dei suoi protagonisti, essa rappresenta anche un progetto di promozione del territorio, condivisa anche dalle varie associazioni di categoria delle due aree coinvolte, che si pone l’obiettivo di collegare la realtà culturale e paesaggistica della montagna e quella della pianura. Entrambe le esposizioni saranno visitabili fino al 14 ottobre 2018.

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