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Assegni familiari: cambiano le modalità per richiederli

Cconfartigianato mette in guardia le famiglie trevigiane sulle possibili novità in arrivo dal 1 luglio. Una soluzione importante per far fronte a improvvisi periodi senza lavoro

Dal primo luglio cambiano in maniera sostanziale le modalità per richiedere gli assegni familiari. Il nuovo iter da seguire sia dal lato delle imprese che dei dipendenti sarà il focus dell’incontro promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana venerdì 28 giugno.

Una rivoluzione che nella sola provincia di Treviso interessa circa 30mila lavoratori privati, di cui 4.300 attivi nell’artigianato e 1.200 datori di lavoro artigiani. Una situazione che impatta sulla dinamica della retribuzione netta oraria e mensile dei dipendenti con familiari a carico. Le istanze di richiesta dovranno essere trasmesse in via esclusivamente telematica dall’interessato e non più al datore di lavoro, che potrà riportare il valore dell’assegno nella prima busta paga utile solamente dopo aver ricevuto l’autorizzazione dall’Istituto. L’importo netto per Anf in busta paga ogni mese è tanto più alto quando il nucleo familiare del dipendente è numeroso e basso il reddito complessivo dell’intera famiglia. Cifre destinate ad aumentare in presenza di soggetti inabili. Per una famiglia con un reddito complessivo di 40.000 euro lordi, per esempio, con  un figlio minore l’Anf sarà di circa 45 euro al mese, con 2 figli minori di circa 75 euro, con 3 figli minori di circa 168 euro. L’effettivo riconoscimento in busta paga di somme a titolo di Anf dipenderà ora da quanto sarà stato celere il lavoratore a istruire la pratica da solo tramite il sito dell’Inps o rivolgendosi ad un patronato, per Confartigianato l’Inapa, e dal tempo di lavorazione dell’Istituto che dovrà controllare la veridicità e la correttezza dei dati dichiarati dai dipendenti. 

Nel corso del seminario si discuterà anche delle novità che Fsba, Fondo Solidarietà Bilaterale Artigianato, garantisce alle imprese per superare temporanei e improvvisi periodi di mancanza lavoro senza dover licenziare i propri dipendenti, garantendo loro un sussidio per ogni ora di lavoro persa, pari all’80% della retribuzione prevista nei limiti del massimale vigente  (per il  2019 il massimo mensile è di 1.193,75 euro). Le nuove e positive opportunità per le aziende sono: l’estensione della durata massima di fruizione  fino a 100 giornate ogni 24 mesi, l’utilizzo anche per eventi meteo, nessun anticipo in busta paga a carico del datore e la garanzia della copertura ai fini  pensionistici dei  periodi di sospensione. Da gennaio ad oggi Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha già registrato che 100 imprese artigiane trevigiane hanno fatto ricorso a Fsba, pari al monte complessivo di aziende che lo avevano attivato nei 12 mesi del 2018. Dato che attesta come la cassa integrazione, dopo la frenata registrata dal 2014, torni a  segnalare le prime avvisaglie di difficoltà che coinvolgono il comparto manifatturiero, avvisaglie che non devono assolutamente essere sottovalutate.

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