Assegno Unico per i minori, il Centro della Famiglia: «Vittoria delle famiglie venete»

Don Francesco Pesce: «Per la prima volta in Italia le famiglie sono riconosciute non come un problema verso cui fare qualcosa, ma come soggetto e come risorsa da sostenere»

Bordignon e Pesce del Centro della Famiglia

L’approvazione nella Legge di Bilancio dell’Assegno Unico per i figli minori trova il plauso del Centro della Famiglia di Treviso che negli ultimi 12 mesi aveva sensibilizzato a lungo sulla tematica. Dalla lettera ai parlamentari veneti, ai talk online organizzati durante la quarantena, fino alla challenge di sensibilizzazione con le magliette “Assegno unico subito” che aveva coinvolto anche diverse personalità e sindaci trevigiani.

«Siamo molto soddisfatti – spiega don Francesco Pesce del Centro della Famiglia – La notizia dell’approvazione in manovra segna un cambio di passo: per la prima volta in Italia le famiglie sono riconosciute non come un problema verso cui fare qualcosa, ma come soggetto e come risorsa da sostenere. L’anno scorso, quando, come Centro della Famiglia, abbiamo iniziato ad impegnarci in prima linea sulla promozione dell’Assegno Unico Universale (ricordo la lettera ai Parlamentari veneti, la challenge e le foto con maglietta per sensibilizzare sul tema, gli incontri e le dirette on-line…), l’obiettivo sembrava lontano, soprattutto a motivo dell’approccio individualistico a cui siamo abituati. La sensibilizzazione dunque ha aiutato soprattutto le famiglie stesse a riconoscere il proprio imprescindibile ruolo sociale. Ora continuiamo su questa strada».

«C’è grande soddisfazione per questa misura per la quale il Centro della Famiglia di Treviso, con il supporto delle istituzioni, si è mobilitato con una vera e propria compagna che ha coinvolto efficacemente anche il mondo dello sport e dell’impresa – così il sindaco di Treviso Mario Conte, da subito sostenitore della riforma – L’assegno unico non solo rappresenta un sostegno concreto alla famiglia ma anche un segnale importante alle giovani coppie che non vengono lasciate sole nei propri progetti di vita».

«Come sindaca, abbiamo da subito sostenuto l’esigenza di un assegno unico, quindi l’inserimento in legge di bilancio non può che farci gioire e ringraziamo la ministra Bonetti – spiega Rossella Cendron, sindaco di Silea e fin dall’inizio promotrice dell’iniziativa – da subito ci eravamo prodigati per sostenere l’iniziativa del Centro della Famiglia: questa decisione del governo è dunque un riconoscimento per le famiglie che, anche durante l’emergenza coronavirus, hanno saputo reggere l’urto delle difficoltà, tenendo in piedi la nazione. Ora ci auguriamo che rimanga strutturale». Il Centro della Famiglia, assieme alla soddisfazione, segnala tuttavia alcune complessità e la necessità di interventi supplementari. Nella giornata di martedì, il presidente di Istat Gian Carlo Blangiardo, richiamando anche le simulazioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, ha sottolineato come i 6 miliardi di euro stanziati dal governo per integrare questa misura potrebbero non essere sufficienti. È probabile, con queste disponibilità, che alcuni nuclei familiari finiscano per prendere meno di quanto percepito finora.

«Certamente – continua don Francesco Pesce - la presenza dell’assegno all’interno della legge di Bilancio è un risultato straordinario e di rottura con il passato. Tuttavia, tramite il Forum delle Famiglie, è stata richiesta una Road Map contenete simulazioni, tempistiche e metodologie operative per mettere in piedi uno strumento appropriato. Non possiamo deludere ancora le famiglie». Il tema delle risorse resta perciò centrale poiché gli analisti stimano che a fronte dei 6 miliardi stanziati ad integrazione potrebbero servirne altri 6 ed il Forum delle Associazioni Familiari indica anche la strada percorribile. Secondo i rappresentanti delle famiglie italiane si potrebbe ricorrere ai 12 miliardi di euro del ‘Next Generation EU’ ancora non impegnati su altre voci, rendendo da subito efficace questa misura. «Siamo arrivati all’ultimo miglio di questa straordinaria corsa – chiude don Francesco Pesce – cerchiamo di fare lo scatto finale, per rilanciare una prospettiva di futuro per le nuove generazioni. Per far questo abbiamo bisogno di un’alleanza tra tutte le forze migliori del Paese. Famiglie, sindaci, parlamentari, società civile ed impresa a livello locale e nazionale continuino a fare pressing».

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