Nazione Rom ha denunciato Fratelli d'Italia per diffamazione

L'associazione dei nomadi non ha gradito gli attacchi del gruppo politico trevigiano che, nelle scorse ore, avevano definito le proteste di rom e sinti «una farsa tragicomica»

Marcello Zuinisi davanti al municipio di Treviso

Nel pomeriggio di martedì 19 marzo, Marcello Zuinisi legale rappresentante dell'associazione Nazione Rom ha denunciato alla Procura della Repubblica il partito Fratelli d'Italia, il Presidente Giorgia Meloni ed il portavoce Sandro Taverna per diffamazione aggravata da istigazione all'odio etnico e razziale.

La denuncia trasmessa tramite posta elettronica certifica è stata inoltrata anche al Prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, al Colonnello dei carabinieri Gaetano Vitucci ed al Questore Maurizio Dalle Mura con richiesta di trasmissione d'ufficio al Capo Procuratore Michela Dalla Costa, in continuità con la denuncia prodotta contro il sindaco di Treviso Mario Conte, ratificata il 15 marzo 2019. «Le nostre accuse - commenta Zuinisi - sono identiche sia verso il primo cittadino che nei confronti di Fratelli d'Italia: diffamazione e razzismo verso i rappresentanti del Consiglio Nazionale Rom Sinti Caminanti della Provincia di Treviso, accusati ingiustamente, tramite dichiarazioni pubblicate a mezzo stampa. Le parole scritte dal partito politico Fratelli d'Italia sono contro i protagonisti della manifestazione organizzata in Piazza Indipendenza il 7 marzo 2019 e della prossima manifestazione, convocata per sabato 23 marzo 2019, alle ore 10.30, davanti alla Stazione dei treni di Treviso: un corteo per liberare Treviso, Veneto ed Italia da razzismo, fascismo, nazismo.

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Da tempo - prosegue Zuinisi - chiediamo la convocazione di un Tavolo di inclusione in Prefettura a Treviso con la convocazione dei sindaci del Trevigiano e Regione Veneto al fine di programmare percorsi di inclusione sociale per i cittadini di etnia rom, sinti e caminanti, utilizzando il denaro pubblico europeo, 7 miliardi di euro, ricevuti dall'Italia per gli ultimi, per i senza fissa dimora, per i più poveri ed esclusi. Affermare che i cittadini rom, sinti e caminanti del trevigiano “non vogliono sanare abusi edilizi” è un falso, una una diffamazione considerate le carte depositate, gli accordi protocollati e sottoscritti con i Comuni: i cittadini impegnati nei percorsi di inclusione hanno subito autentiche truffe. Sono stati a loro venduti terreni omettendo che al di sotto di questi fossero stati sotterrati illegalmente rifiuti tossici. Beni acquistati con il frutto di lavoro e sacrifici da parte delle nostre famiglie. Deportazioni ed espropri di terreni ai danni di cittadini rom, sinti e caminanti stanno avvenendo in tutta Italia e sono parte di una denuncia complessiva che Associazione Rom ha portato direttamente al Ministero dell'Interno, nell'incontro avvenuto in Viminale il 20 febbraio 2019, con il Prefetto Matteo Piantedosi. Rom, Sinti e Caminanti non sono nomadi - afferma Zuinisi - secondo i dati in possesso dell'Unione Europea, il 98,2% dei dodici milioni di cittadini appartenenti a questa etnia sono stanziali. E' un falso storico attribuire a questa comunità caratteristiche di nomadismo - poi un ultimo attacco prima di concludere il suo intervento - Il sindaco di Treviso Mario Conte si è permesso di diffamare pubblicamente i cittadini Rom, Sinti e Caminanti di Trevignano, Vedelago e Cessalto accusandoli ingiustamente di compiere reati, di non possedere requisiti di cittadinanza, di allacciarsi abusivamente all'energia elettrica, alimentando con le sue dichiarazioni diffuse in televisione, su media e social network autentico odio, violenza e razzismo contro una minoranza etnica. Dopo aver propagandato scientificamente disinformazione, di fronte alla richiesta di scuse pubbliche, si è permesso di dire che se non ci va bene, possiamo anche lasciare Treviso. Si è permesso di dire che noi non conosciamo il significato della parola razzismo».

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