«Costretti a lasciare la piscina, dipendenti senza lavoro a un passo dalla pensione»

Giulio Marittimi, titolare di Atlantic Sport, spiega le ragioni che hanno portato alla chiusura della piscina di Via Vazzole a Villorba. «Non ci hanno rinnovato il contratto di gestione»

L'interno dell'ex piscina Arep a Villorba

C'è grande amarezza negli occhi e nelle parole di Giulio Marittimi, titolare di "Atlantic Sport Villorba s.r.l." la società che aveva in gestione l'ex piscina Arep di Via Vazzole, chiusa ormai dallo scorso marzo per l'emergenza Coronavirus.

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La notizia dello stop alle attività sportive e di riabilitazione ha fatto molto discutere in questi giorni dal momento che erano migliaia le persone, non solo di Villorba, iscritte alle attività del centro. Abbiamo incontrato il titolare di Atlantic Sport per farci spiegare quali sono state le ragioni dietro la chiusura della piscina. «Non è stata una scelta legata solo al Coronavirus - esordisce Marittimi - Parto dall'inizio: Atlantic Sport aveva un contratto di gestione stipulato con la cooperativa Codess Sociale che sarebbe dovuto terminare il 31 agosto 2020. Nel 2019 il contratto ci era già stato rinnovato: noi pagavamo un canone di 5mila euro mensili oltre al 42% delle spese per: luce, acqua e servizi di pulizia. In totale ogni anno gestire la piscina ci costava 160mila euro che abbiamo sempre pagato, a fronte di un fatturato annuo che, in media si aggirava intorno ai 600mila euro. Il nostro contratto di gestione scadeva ad agosto perché le stagioni sportive del nuoto vanno da agosto ad agosto. Tutto sembrava andare per il meglio, almeno fino all'arrivo dell'emergenza Covid-19.

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A marzo - spiega Marittimi - abbiamo dovuto sospendere tutte le attività. In una situazione normale avremmo mandato avanti la piscina fino ad agosto, chiedendo nel frattempo a Codess il rinnovo del contratto (come successo nel 2019) ma quando, nel mese di maggio, abbiamo provato a farlo la convenzione non ci è stata rinnovata. Ho chiesto in tutti i modi a Codess di poter continuare a gestire la piscina chiamando anche sponsor esterni che garantissero la ripresa delle attività ma la cooperativa non ha voluto sentir ragioni - spiega Marittimi -. Il 28 maggio c'è stata la firma dell'accordo di risoluzione del contratto e il 31 maggio sono stato costretto a portar via tutta la documentazione relativa alla gestione della piscina, sgomberando gli ambienti di ogni cosa, su richiesta di Codess». Sono decine gli scatoloni ammassati nell'ufficio del titolare, testimonianza di tutti gli anni passati a gestire l'ex piscina Arep. «Ci siamo trovati davanti a un bivio: riaprire sostenendo spese enormi per adeguarci alle nuove norme anti-Covid per poi chiudere dopo due mesi ad agosto oppure lasciare subito la piscina e sospendere per sempre le nostre attività. Ad oggi Atlantic Sport non ha futuro. La società però non è fallita. Quello che più mi preoccupa ora è la sorte delle quattro dipendenti: alla vicepresidente Donatella Polo mancavano solo due anni per andare in pensione. Le altre tre dipendenti, invece, hanno tutte più di 50 anni e difficilmente riusciranno a trovare lavoro. Tra un mese terminerà la loro cassa integrazione e il rischio che restino in mezzo a una strada è ormai una certezza, senza contare le decine di altre persone che, soprattutto in estate, ci aiutavano a mandare avanti le attività. Sono davvero amareggiato, non solo per la chiusura della piscina, ma soprattutto per il comportamento tenuto da Codess in questa situazione». In questi giorni Marittimi e le quattro dipendenti di Atlantic Sport si sono trovati in riunione e hanno deciso di cercare una nuova piscina da gestire dopo l'ex Arep di Villorba. La loro speranza è che i titolari di piscine della zona possano ascoltare il loro appello e far ripartire Atlantic Sport, salvando di fatto quattro persone rimaste senza lavoro da un giorno all'altro.

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