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Autonomia, Zaia: «Il Veneto non intende retrocedere di un passo»

Lunedì 31 maggio l'audizione della Commissione parlamentare per le Questioni regionali in merito alla richiesta di autonomia da parte della Regione. Supporto dai gruppi di maggioranza

Luca Zaia in Consiglio regionale (Foto tratta da Facebook)

Si è tenuta lunedì 31 maggio, in Consiglio regionale, l'audizione della Commissione parlamentare per le questioni regionali in merito alla richiesta di autonomia da parte del Veneto. «Una cosa è certa - commenta Luca Zaia al termine dell'incontro - Il Veneto, forte del risultato ottenuto con il referendum, non intende retrocedere di un passo. Siamo d'accordo sul partire dalla legge quadro, la famosa bozza Boccia che adesso sarà la bozza Gelmini. Da febbraio 2020, per colpa della pandemia, siamo andati avanti con il motore al minimo, ora stiamo uscendo dal Covid ed è giusto ripartire con l'autonomia».

All'incontro era presente anche il consigliere regionale Tommaso Razzolini del gruppo consiliare Fratelli d’Italia. Questo il suo commento: «In qualità di delegato dal capogruppo Raffaele Speranzon ho evidenziato come l'autonomia del Veneto sia sempre stata una priorità per Fratelli d'Italia fin dal referendum del 2017 che abbiamo continuamente sostenuto e promosso». «Abbiamo sostenuto e votato il referendum in Veneto - aggiunge il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Raffaele Speranzon - ma purtroppo in questi anni non è stato fatto alcun passo avanti. Fratelli d’Italia non ha mai governato, mentre si sono alternati quattro governi con maggioranze diverse: speriamo che questa sia la volta buona. Comunque è un inaccettabile ritardo per il Veneto dove per fortuna tutte le forze politiche hanno messo da parte tentazioni secessioniste ed indipendentiste». L'attenzione parlamentare al tema dell’autonomia è stata sottolineata oggi anche dalla presenza nella delegazione della Commissione parlamentare per le questioni regionali da parte della senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Carmela Rosaria Drago che conclude: «Da siciliana comprendo pienamente cosa motivi il territorio veneto a richiedere maggiori forme di autonomia. Decentrare le competenze aiuterebbe ad amministrare ancor meglio una regione d'eccellenza come il Veneto».

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