Avviso orale del Questore per quattro attivisti trevigiani: «Faremo ricorso»

Dopo la manifestazione contro il movimento pro Life dello scorso luglio, Gaia Righetto e tre militanti di "Non una di meno" e Cs Django sono stati pesantemente sanzionati

La manifestazione organizzata in Piazza Borsa a Treviso

Lo scorso 26 luglio in piazza Borsa a Treviso, l'associazione "Non una di meno Treviso" aveva organizzato una protesta, manifestando apertamente contro il movimento cattolico integralista "Restiamo liberi". La mobilitazione voleva contestare il ddl Zan, sostenendo che il reato di omofobia sia una legge contro la libertà di tutti. "Non una di meno Treviso" e il centro sociale Django avevano condotto insieme un corteo spontaneo che oggi però è costato loro un Avviso orale da parte del Questore nei confronti di 4 attivisti trevigiani.

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Tra i giovani sanzionati c'è anche Gaia Righetto che, ai nostri microfoni, ha commentato il provvedimento del Questore con queste parole: «L'avviso orale è pensato, in genere, per colpire membri di organizzazione mafiose. Si tratta di un provvedimento piuttosto grave visto che, in questo caso, è stato dato a chi voleva solo esprimere la propria posizione in materia di libertà d'espressione. E' vero che, nell'immediato, il provvedimento non comporta nulla di concreto ma può far scattare tutta una serie di misure speciali nei nostri confronti nel caso in cui ci ritrovassimo in situazioni simili a quella dello scorso luglio. La Questura ci ha fatto sapere che contro di noi c'è anche una denuncia per manifestazione non organizzata. Non ne sapevamo nulla e, ad oggi, non abbiamo ancora potuto prenderne visione. A questo si è sommato il pesante provvedimento del Questore che ci etichetta come "individui socialmente pericolosi". Siamo pronti a fare ricorso nei termini previsti della Legge. I provvedimenti contro di noi arrivano in una cornice già abbastanza pesante per quanto riguarda i provvedimenti delle Questure. Un esempio degli ultimi giorni è l'incarcerazione di Dana Lauriola attivista no Tav condannata a due anni di galera. Venerdì 2 ottobre spiegheremo la nostra posizione in una conferenza stampa in Piazza Borsa a Treviso, ore 13.30, per denunciare questo grave provvedimento preso nei nostri confronti» conclude Righetto.

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