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Martedì, 28 Maggio 2024
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Baby gang a Treviso: «Basta sfregi alla città, serve azione educativa forte»

Lettera aperta di Casartigiani al sindaco Mario Conte: «Intolleranza e maleducazione, oltre a rappresentare un danno d’immagine. hanno ripercussioni negative anche sulle attività economiche»

Le categorie economiche trevigiane si mobilitano di fronte al degrado di gruppi giovanili sempre più violenti e incivili. Con questa consapevolezza, dopo gli ennesimi gravi episodi registrati nel capoluogo lo scorso fine settimana, il direttore di Casartigiani Treviso, Salvatore D’Aliberti, ha scritto una lettera al sindaco Mario Conte chiedendo un impegno concreto e un’assunzione di responsabilità da parte della politica e degli amministratori locali. Risse in pieno centro, bivacchi e sporcizia, sono un problema che emerge con forza nel contesto del centro storico trevigiano ma che riguarda un disagio giovanile generalizzato anche in molti altri comuni e in altre città italiane. Nella sua lettera D’Aliberti si rivolge al primo cittadino e presidente di Anci Veneto con queste parole.

«Purtroppo ormai giornalmente assistiamo momenti di intolleranza e “maleducazione sociale” da parte di questo nuovo fenomeno che anche nella nostra città sta prendendo piede. Le baby gang che imperversano a Treviso, così come in molte altre città della nostra Regione, oltre a recare un danno di immagine provocano anche un danno economico alle attività economiche presenti in città, e ancor più scoraggiano molti cittadini a frequentare i centri urbani». Timori e insofferenze, quelle riportate da D’Aliberti, che serpeggiano tra i tanti operatori che rappresentano la base sociale dell’associazione. Cosa fare? Una proposta è quella di ricondurre questi comportamenti non solo alla dimensione repressiva delle violazioni amministrative e talvolta penali, ma anche all’ambito scolastico, facendole pesare sul percorso di studi. «Un ragazzo che oggi partecipa a manifestazioni dolose, comprovate le sue responsabilità, oltre che essere segnalato agli organi di polizia (oggi ci si limita a questo), dovrebbe essere segnalato alla propria scuola per incidere nella valutazione complessiva con una possibile bocciatura nell’anno scolastico, riportando così anche l’importanza nella scuola, il valore dell’insegnamento dell’educazione civile e sociale degli studenti - scrive il direttore di Casartigiani -. Caro sindaco non so se questo sia possibile, ma la invitiamo, dall’alto delle sue responsabilità, a presentare a Governo, Comuni e scuole, un'iniziativa per la soluzione di un problema che sta diventando sempre più grave».

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