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In foto: prelievo al bancomat (Immagine d'archivio)

In foto: prelievo al bancomat (Immagine d'archivio)

Bancomat vicino alle sale giochi: via libera dal Tar del Veneto

Gli sportelli bancomat non sono stati inclusi nella lista di luoghi sensibili da cui le sale giochi devono rispettare una distanza minima. «Sarebbe un danno per l'economia» dice il Tar

Il Tar Veneto dice no all’inclusione dei bancomat nell’elenco di luoghi sensibili da cui le sale giochi devono rispettare una distanza minima. Come riporta Agipronews è quanto si legge nella sentenza che accoglie il ricorso della Allstar, titolare di una sala vlt di Belluno.

La società aveva chiesto e ottenuto a giugno 2017 l’autorizzazione del Comune per allestire il locale. Successivamente, però, l’amministrazione aveva segnalato alla Questura la violazione del regolamento comunale che prevede almeno 300 metri dai luoghi sensibili, tra cui i bancomat come nel caso della Allstar. Alla società era stata dunque negata l’autorizzazione dalla polizia, ma secondo il Tar la norma comunale non può essere considerata legittima. «È vero - scrivono i giudici - che la legge regionale contro la ludopatia dà facoltà ai Comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili oltre a quelli già previsti. Tuttavia gli sportelli bancomat non hanno alcuna similitudine o analogia con i luoghi sensibili individuati dal legislatore regionale, tutti centri di aggregazione come scuole, impianti sportivi e centri giovanili. Considerato l’elevato numero di luoghi sensibili già esistenti - continua il Collegio - l’aggiunta degli sportelli bancomat, oggetto di capillare diffusione all’interno del territorio comunale, finisce, di fatto, per impedire pressoché ovunque l’insediamento dell’attività di gioco lecito, con conseguente svuotamento della libertà d’iniziativa economica».

L’"off limits" per i bancomat introduce inoltre «elementi di contradditorietà rispetto alla disciplina normativa e convenzionale che consente l’installazione dei “pos” per l’acquisto dei titoli da gioco all’interno delle medesime case da gioco». L’intenzione del Comune di contrastare il gioco patologico «non può esprimersi in atti che finiscono con lo svuotare completamente o quasi l’esercizio della libertà di iniziativa economica» di una attività autorizzata dallo Stato. Il regolamento in questione, conclude il Tar, finisce con il vietare l’apertura delle sale da gioco «in quasi tutto il territorio comunale, come dimostrato dalla perizia depositata dalla ricorrente». L’inserimento dei bancomat tra i luoghi sensibili, conclude Agipronews, è stato dunque annullato, e la Questura dovrà nuovamente valutare la richiesta di licenza della società.

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