Banda ultralarga: «Ritardo sempre più inaccettabile, a rischio 83 milioni di euro»

L'assessore regionale Marcato: «Siamo in ritardo di oltre due anni sul progetto, è intollerabile e l'ho più volte messo in evidenza lo scorso dicembre con una diffida formale al Governo»

L'assessore allo sviluppo economica ed energia Roberto Marcato

«Apprendiamo da fonti di stampa che Open Fiber intenderebbe completare la rete nelle aree bianche nel 2022, ad eccezione di Lombardia, Piemonte e Veneto che saranno coperte nel 2023. Questo significa per la nostra Regione subire oltre al danno, già evidente e quantificabile, la beffa».

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Così Roberto Marcato, assessore allo sviluppo economico ed energia, commenta la notizia diffusa nei giorni scorsi secondo la quale Open Fiber dovrebbe completare l’estensione della banda ultralarga in Veneto entro il 2023. Si tratta della società alla quale è il Governo ha affidato il progetto nazionale da 398 milioni di euro (315 di provenienza nazionale e 83 regionali derivanti da fondi Fesr e Feasr) che prevede l’estensione della banda ultralarga nelle aree bianche del Veneto. «Tutto ciò - ha detto Marcato - è assolutamente inaccettabile. Siamo in ritardo di due anni. Faremo tutto quello che è possibile perché i territori nelle nostre aree bianche siano coperti dal servizio secondo quanto previsto da contratto, senza che il fornitore accampi scuse di ritardi che non ci competono. Ci interessa solo che cittadini e imprese abbiano il servizio secondo quanto previsto dal progetto nazionale. Siamo in ritardo di oltre due anni sul progetto – sottolinea ancora Marcato – l’ho ribadito ormai in tutte le sedi, anche nell’ultima Commissione Speciale Agenda Digitale nazionale. È un ritardo intollerabile che ho più volte messo in evidenza scrivendo lettere, inviando richieste fino ad arrivare lo scorso dicembre ad una diffida formale inviata al Governo. Dopo le ultime notizie apprese dalla stampa ho scritto al ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli perché non si può pensare ad una ripresa economica senza un’adeguata infrastruttura digitale e perché, se dovesse essere vero quanto letto, il Veneto non solo vede dilatato il tempo di chiusura dei cantieri, ma rischia anche di perdere parte dei fondi comunitari collegati al progetto che ammontano a 83 milioni di euro». Ad oggi in Veneto i cantieri conclusi risultano 58 sul totale dei Comuni del Veneto. Due i collaudi effettuati oltre all’eccezione di Vo’, Comune nel quale il collegamento è stato realizzato in deroga ai collaudi e proprio alla luce alla situazione straordinaria venutasi a creare con l’emergenza Covid-19. «Il ritardo da tempo non è più tollerabile – conclude Marcato - i lavori vanno conclusi e le utenze allacciate al più presto. E, comunque, ben prima del 2023. Altrimenti, in caso di pregiudizio economico causato dalla perdita delle risorse finanziarie a valere sui fondi comunitari, siamo pronti ad avviare le dovute azioni legali. Portare la banda ultralarga nei territori comunali significa, in questo momento, dotare famiglie e imprese di un importante strumento che può supportare anche la ripresa economica per la quale stiamo incessantemente lavorando».

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